MY STORIES

Estetica

Sono cresciuta in un bellissimo giardino, che d’estate si allargava fino a comprendere le montagne dove la mamma ci portava in villeggiatura. Il giardino non era immenso, ma a me – così piccola – lo sembrava, con i suoi sali-scendi qua e là, le numerose piante e i fiori curati con amore da mio padre. C’era anche (e c’è tuttora) una casetta di legno, costruita dall’arte povera del papà e dello zio Francesco. Intorno a me tanta musica, che in casa solo io sapevo sentire e che un giorno ho deciso di rincorrere sui tasti di un pianoforte. Mi dicevano che la nonna Natalina (mia bisnonna) cantava davvero bene ed io immaginavo di avere ereditato da lei quella voglia strana e timida di far uscire la mia voce…

Etica

Ho passato, durante la mia infanzia, molto tempo con la nonna. La casa per me era una sola e comprendeva naturalmente la parte della nonna. A volte mi sedevo sul divano della cucina, proprio accanto a lei, ed ascoltavo rapita i suoi racconti. Non posso dire che fossero lieti, perché erano il suo passato di guerra e povertà, ma lei, con la sua quinta elementare, sapeva raccontare bene ed ascoltarli era piacevole. Tra tutti mi colpisce ancora la storia della bicicletta di mio nonno (bisnonno Alfredo, che in realtà si chiamava Giovanni ed io l’ho scoperto l’anno scorso dal notaio…), rossa fiammante, che la bisnonna Natalina ha voluto nera per paura dei fascisti. Quando a scuola spiego il fascismo, inizio dicendo che il fascismo è la bicicletta di mio nonno.

Politica

I libri e l’università hanno dato forma alla mia storia. In casa di politica non si parlava, o forse mia madre ne parlava… da sola. Diceva spesso che la Chiesa non andava bene, perché era di destra, mentre noi eravamo di sinistra. In particolare odiava la DC, di cui la mia maestra di scuola doveva essere un’affiliata… Mia madre lo diceva in un modo – “La tua maestra è della DC!” -, che a me suonava come un’accusa gravissima, tipo “La tua maestra è del KGB!”. Non che sapessi cosa fosse il KGB, ma la sensazione era più o meno quella.

Sono stata convinta a lungo di essere di sinistra; poi, finalmente, lo sono diventata.

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