Dell’Amore

Ai tempi del liceo la canzone che più di tutte le altre rappresentava ciò che doveva essere l’amore, era questa di Luca Carboni:

…e questi versi in particolare:

Voglio entrare nella tua vita,
dimmi a cosa stai pensando.
Vedi com’è bella la vita
anche solo per un momento
(L’amore che cos’è, 1992)

…canzone legata al primo amore, che ancora oggi, quando l’ascolto, è capace di regalare epifanie; e rivedo la ragazzina di quattordici anni, nella piazza di Cavalese, che guarda le vetrine della “Bottega di Veronika”, attendendo la sera…

Poi sono arrivati gli anni dell’università e la musica è cambiata. L’amore è diventato la via d’uscita, d’evasione, un biglietto del treno per due, una stanza doppia senza letti da aggiungere… Ricordo di avere invidiato un’amica che aveva passato il sabato sera a casa con il suo ragazzo a suonare canzoni con la chitarra. L’amore era allora lo spiraglio attraverso il quale fuggire dal mondo, inadeguato ai nostri sogni di ventenni, con l’albatro di Baudelaire e le canzoni di Battisti:

E infine è arrivato il mio compagno e insieme abbiamo iniziato a camminare per le strade del mondo, senza più ignorarlo. Perché a fare l’amore non ci riesci quando sai che in Palestina hanno ricominciato a sparare… E con lui ho imparato che per condividere non si può rimanere da soli, chiusi in un altrove solo nostro.

Buon San Valentino a tutti

“Fare insieme buone azioni è l’unico modo per amarsi” (I. Calvino, Il visconte dimezzato, 1951).

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14 commenti

Archiviato in Pensieri

14 risposte a “Dell’Amore

  1. Meravigliosa conclusione, bellissima la frase di Calvino! Mi vien voglia di rileggere quel libro, o forse dovrei dire di leggerlo tour court perché lo lessi alle elementari proposto dalla maestra di allora e puoi trarre tu le conclusioni di cosa io abbia potuto comprendere… Buona domenica!

    • Allora sarà stata una di quelle versioni scolastiche censurate… Io lessi così “Il barone rampante”, solo che avevo vent’anni e da nessuna parte sul libro era scritto che non si trattava dell’originale! Ci rimasi malissimo e lasciai passare un po’ di tempo prima di acquistarlo per leggerlo davvero! Era stato adattato da Calvino senza scene d’amore e che tristezza…
      Buon pomeriggio, Viv 🙂

  2. Oh, Luca Carboni… devo dire che l’ho perso per strada, non lo seguo da tempo. La più dolce canzone d’amore per me resta La canzone dell’amore perduto di Fabrizio De André, potente e profonda. Buon San Valentino Tiptoe!

    • Io l’ho seguito da quell’estate (andando poi a cercare anche indietro) fino all’album di “Mi ami davvero”, poi l’ho lasciato andare, attirata da altre sonorità.
      Buon pomeriggio di San Valentino a te 🙂

  3. Quel’lestate anch’io ero innamorata… di un ragazzo che amava Luca Carboni. Io non lo apprezzavo più di tanto
    Ma ogni volta che andavo da lui metteva questa canzone. .. Quando la ascolto adesso mi sembra passato un secolo e mi viene il capogiro…. Grazie per questo viaggio nel mondo dei ricordi. ..

  4. Che bellissimo post Tiptoe, una vita raccontata a tappe musicali. “Il Mio Canto Libero” è quella che condivido più delle altre ma se penso alla mia canzone dell’amore… non so perchè… mi viene in mente “Cirano” di Guccini, non sono normale? Eppure mi sciolgo con molte altre che possiedono più romanticume…

  5. Bellissimo post, e bellissima la citazione di Italo Calvino (uno dei miei scrittori preferiti). ❤

    • Grazie, cara. Contenta di condividere con te anche la passione per Calvino, uno degli scrittori che mi hanno cambiato, se non la vita, il modo di leggere il mondo…

      • E di Dino Buzzati cosa pensi? Ho una passione anche per lui. Sono gli scrittori che, oserei dire, amo più di tutti. Le loro parole mi entrano nell’animo… E Buzzati mi lascia devastata, sempre. Da sempre.

      • Colpevolmente Buzzati l’ho frequentato poco. Ho però in mente alcuni racconti che mi hanno molto colpita, tipo “Le mura di Anagoor”, “Sette piani”, “Ragazza che precipita”. L’anno scorso ho letto “Un amore”, su consiglio di un’ex-alunna. Mi ha presa solo alla fine, ma è stato bello 🙂

      • “Ragazza che precipita” lo lessi alle medie e mi colpì tantissimo. All’epoca non capì che parlava della vita, quindi vidi solo il lato tragico del racconto. Devo rileggerlo.

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