L’Anno del Gatto

Non so cosa dica l’oroscopo cinese in proposito e nemmeno lo andrò a cercare, perché in ogni caso per me il 2015 è stato l’anno del gatto, anzi: della gatta.

È passato quasi un anno da quando si presentò qui, una sera: bastardino multicolore affamato e poi cacciato da un gatto più grosso e più di mondo di lui. A distanza di un paio di mesi decise di riprovare e la seconda volta andò meglio.

Dall’uso del maschile avrete capito che all’inizio pensavo fosse un maschio, non so perché: mi dava quest’idea. Poi delle amiche gattare e più esperte di me mi hanno spiegato che i gatti tricolore di solito sono femmine e anche in questo caso la natura non si è smentita. Da dove venisse non lo sapevamo: magra e spelacchiata era una trovatella di sicuro; e così ci siamo anche permessi di battezzarla ufficialmente ed è “nata” Fillide. Ma a distanza di poco tempo abbiamo scoperto che la nostra Filli era la gatta dei vicini, i quali tuttavia non sembravano occuparsene. Come fare a non darle da mangiare? Aveva fame, era evidente! Come era evidente che era incinta. E infatti, per un po’ di tempo, sparì. Giusto il tempo di allattare e poi svezzare l’unico gattino superstite della sua cucciolata, perché presto cominciò a rifarsi viva, a cercare da mangiare. A cercare noi.

Di nuovo per strada e di nuovo incinta. Un’altra volta. Questa volta però, complice l’estate che porta i padroni al mare, Filli ha partorito qui e ci ha regalato una cucciolata ricca, di cinque gattini. L’ha trovata mia suocera, due giorni prima che anche noi tornassimo dalle vacanze. Già incaricata di sfamarla in nostra assenza, l’ha messa in una bella cesta grande e confortevole e l’ha sistemata sul balcone. Al ritorno ci ha accolti venendoci incontro e lasciandoci un bel regalino, anch’esso di sua produzione, in mezzo al vialetto; ma tant’è… oramai Filli poteva permettersi qualunque cosa con quei cinque “rattini” miagolanti! Subito li abbiamo battezzati, ché dare i nomi alle cose e agli animali ai bambini piace un sacco… ed ecco nella cesta Farabundo, Spiridione e Rinaldo i tre maschi; Amarilli e Zucchina le due femmine.

Gattini1

Filli e i suoi cinque gattini (agosto 2015).

Ma Filli è una gatta piccola, minuta. Che non ce la facesse ad allattarli tutti sembrava scontato e noi ce lo auguravamo anche che qualcuno passasse a miglior vita, perché temevamo per lei. E invece… e invece ce l’hanno fatta tutti. Lei compresa. Anche noi siamo stati bravi, però: a darle da mangiare di continuo, a creare un ambiente sicuro e tranquillo, a difenderla da tutti i randagi e i semirandagi che giravano da queste parti.

Oggi i gattini hanno tutti una nuova sistemazione e degli umani che si occupano di loro. Qualcuno ha cambiato solo casa, come Farabundo e Zucchina, piazzati a nipoti e cugini; qualcun altro ha cambiato anche nome e Rinaldo è diventato Ettore, compagno di giochi di una tenera chihuahua (che tra poco dovrà guardarsi dal diventare il suo pasto…); Spiro e Amarilli sono invece rimasti qui, con noi e con la mamma, che abbiamo fatto sterilizzare. E i vicini? – vi domanderete. Beh, ce lo domandiamo anche noi. Pare non si siano accorti di nulla, o forse hanno finto di non accorgersi, e così ora Filli vive qui. Dorme sul balcone con i gattini, mangia da noi e domina il suo territorio.

Dai tempi del mio pulcino (buon anima) sono cambiate molte cose. Filli ha portato nuovo amore e, almeno a me, ha insegnato tanto. Mi ha insegnato quanto sia bello prendersi cura di un animale, di una creatura che parla un altro linguaggio; quanto sia bello essere generosi, voler bene in modo gratuito. Ho così imparato che una mamma il cibo lo lascia ai cuccioli, sempre; e che per un animale andare dal veterinario è un po’ come per noi andare dal dentista. Ho imparato a fare colazione con sottofondo aromatico di pesce, a non farmi impietosire dagli occhioni imploranti che chiedono altro cibo, a interpretare come regalo la comparsa di imprecisati volatili morti sullo zerbino davanti casa. Ho imparato che la distanza minima tra due punti non è una retta, ma la sinusoide, oltre che a migliorare il mio tempo di apnea per sostenere l’odore di cacca e – peggio – dell’Amuchina.

E questa sera – qualcuno penserà che sono andata definitivamente di testa, ma che importa! – io e il mio compagno festeggeremo il nuovo anno con lei e i gattini, cercando di proteggerli dal frastuono dei botti, che, anche in pieno Nord industrializzato e moderno, trasformano il quartiere in una sorta di trincea. Con il Comune abbiamo lanciato una campagna di sensibilizzazione ad un uso responsabile dei fuochi d’artificio, nel rispetto delle norme di sicurezza e per la tutela dei più deboli e sprovveduti, come bambini ed animali. Chi vuole aderire può farlo attraverso i social network, scattando una foto ai suoi animali domestici e “postandola” con l’ashtag #LoroHannoPaura. E così sono diventata anch’io una di quelli che mettono i gattini sul blog…

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Buon anno a tutti, di qualunque etnia, o razza, siate.

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14 commenti

Archiviato in Storie di famiglia

14 risposte a “L’Anno del Gatto

  1. Il rosso e bianco è un po’ come il mio… che ricambia sicuramente gli auguri insieme a me 🙂

  2. Vergogna…metti i gattini sul blog??? Mi sa che smetto di leggerti! 😁😁 ps. Stasera un bel nascondiglio sotto al divano aiuterà ad aver meno paura… Un abbraccio!

    • Sei stata profetica: Amarilli si è nascosta proprio lì. Non usciva più ed io me ne stavo stesa sul pavimento a tranquillizzarla. Spiro all’inizio si è spaventato, poi ho pensato di dargli il suo giocattolino preferito (un mio elastico per i capelli) e i botti non li ha più sentiti. Filli credo fosse solo un po’ irritata per essere stata svegliata…
      Buon anno, cara Viv 🙂

  3. Che carini che sono, hai scelto nomi bellissimi per loro! Ma non fa troppo freddo per lasciarli a dormire sul balcone?
    Un bacione Tiptoe, auguri!

    • I nomi hanno “colpito” un po’ tutti, nel bene e nel male. Sapevo che tu avresti apprezzato… Ora non fa ancora troppo freddo e loro hanno sviluppato il pelo invernale (mentre Bundo che vive in casa no). Hanno una bella casetta imbottita che però non hanno capito bene come funziona: ci dormono sopra anziché dentro! Per quando le temperature caleranno sotto lo zero vedremo che fare, se mettere una bella “bull” dell’acqua calda o trasportarli dentro. Stanotte hanno dormito qui e, a parte far cadere il contenitore della crostata e distruggerla, non hanno fatto troppi danni.
      Buon anno 🙂

  4. Da noi il Comune ha vietato i fuochi e l’anno del gatto mi pare un’ottima cosa. Menzione di disonore ai vicini di casa…

  5. Ps. Auguri a voi a i vostri gatti

  6. Sono meravigliosi!!! Amo i gatti, piacerebbero anche a me !! Cmq anche qui sembrava guerriglia urbana ieri sera!!! Auguri a voi e a Filli

  7. Cara Tiptoe, tu sai che ho ben poco da dire su questo argomento, o troppo, non so… perciò mi limito a sorridere, sorridere e sorridere. Questo post mi è piaciuto un sacco ma come mai???!!! 😀 Un bacione alla mia amica (ormai) Filli e ai suoi pelosi. Ti abbraccio forte.

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