Libri che parlano di libri

Ho un debole particolare per i libri che parlano di libri o, per dirla con Umberto Eco, è come se parlassero tra loro…

Quando, leggendo, mi imbatto in un altro libro – raccontato, citato, evocato – si apre un’altra, inaspettata lettura, un altro, più profondo evento narrativo. A volte l’occasione per una nuova scoperta. Così è stato per Due di due, letto perché punto di svolta nella vita del protagonista di Jack Frusciante è uscito dal gruppo, o per il Don Carlos di Schiller: il giovane Tonio Kröger non smetteva di stupirsi che il re Filippo avesse pianto. Altre volte, invece, sono piacevoli e vanitose conferme.

Amo i personaggi che leggono, come Cosimo, il barone rampante che salta da un libro all’altro sulle cime alte degli alberi, o Jacopo Ortis, che non si separa mai dalle Vite parallele di Plutarco; e i personaggi che, a modo loro, ascoltano, come Pamela, che sembra emozionarsi di più per le pagine che volano che per le storie di intrepidi paladini: “La lama della falce incontrò il libro e lo tagliò di netto in due metà per il lungo. La parte della costola restò in mano al Buono, e la parte del taglio si sparse in mille mezze pagine per l’aria […] Le pagine del Tasso con i margini bianchi e i versi dimezzati volarono sul vento e si posarono sui rami dei pini, sulle erbe e sull’acqua dei torrenti. Dal ciglio d’un poggio Pamela guardava quel bianco svolare e diceva: – Che bello!”.

Solo ieri un altro incontro inaspettato, un altro momento che si è aperto durante la lettura portandomi da un’altra parte. Lo lascio qui, chissà che qualcuno – un ragazzo, un anziano, un amico – raccolga questi libri e si metta a leggere…

“Poco lontano del finto tedesco c’era la bancarella dei librai pontremolesi; padre, madre e figlia. Erano i Tarantola e arrivavano la vigilia della fiera con il carretto coperto da un telone. A tirare fin quassù il pesante carico era un cavallino bianco che nella lunga salita era necessario aiutare.
    Giacomo e Mario si erano visti tra la folla e si chiamarono da lontano […]
   Girarono per i banchi, chiedevano i prezzi e non sapevano decidere. Infine Mario lo convinse per uno scialle di lana sull’azzurro con le frange bianche.
   – Le terrà calde le spalle e si ricorderà di me, – disse Giacomo.
   – Io ho due lire per comperare libri. Andiamo.
   Spingendo, perdendosi tra la calca dove la gente si fermava ad ascoltare i venditori che meglio sapevano incantare, giunsero davanti alla bancarella dei Tarantola. I libri erano esposti in bell’ordine: favole, avventure e viaggi, romanzi d’amore, romanzi storici, poemi cavallereschi, polizieschi, occasioni e, persino, vocabolari di lingue straniere.
   Dopo averli passati in rassegna tutti, si fermarono davanti ai libri d’avventura. Mario era molto indeciso tra Michele Strogoff e Robinson Crusoè ma costavano qualcosa di più di due lire l’uno, avrebbe dovuto chiedere ancora trenta cen­tesimi a sua madre. C’era invece una serie di libri «Scrittori italiani e stranieri a cura di Gian Dàuli» e, con lo sconto del cinquanta per cento, se ne potevano comperare due. Forse era difficile scegliere quelli giusti. Mario li prendeva in mano, li sfogliava, leggeva la copertina, li riponeva. I Tarantola lo lasciavano fare, anche perché lo conoscevano ancora dalle fiere precedenti.
   – Dài sbrigati, – a un certo punto gli disse Giacomo, – che devo incontrarmi con Irene e con mio padre dove vendono i maiali.
   Mario infine si decise per Il libro della Jungla e Il richiamo della foresta: – Quando li avrò letti li presterò anche a te. Dovrebbero essere belli.
   La signora Tarantola gli restituì anche venti centesimi:
   – Vai a comperarti un grappolo d’uva -. Comperarono due grappoli d’uva americana dalla Betta del Toi” (M. Rigoni Stern, Le stagioni di Giacomo, 1995).

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7 commenti

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7 risposte a “Libri che parlano di libri

  1. Bello! Anche io mi lascio coinvolgere dalle passioni e dalle letture dei personaggi che incontro. La prosa di Rigoni Stern poi è molto avvolgente e crea subito atmosfera. Bacioni

    • Rigoni, insieme a Vassalli, ultimamente è tra i miei preferiti. Del passo mi è piaciuto anche il richiamo ai librai di Pontremoli, con la loro tradizione. Ho visitato il borgo e il castello anni fa e mi sono piaciuti molto.
      Un abbraccio 🙂

  2. Bello davvero questo brano, non sono mai stata a Pontremoli ma conosco la tradizione dei librai di quel posto, molto evocative e coinvolgenti le parole di Rigoni Stern. Un bacione a te e buona domenica!

  3. Anche a me piace trovare citazioni di libri nei libri, quando non è ostentazione

  4. Vale lo stesso se a me accade con i saggi dove nuove letture vengono indicate in basso con un asterisco? Mi è piaciuto questo che hai riportato qui nel post, bella la narrazione e la scorrevolezza. Un bacione.

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