Situazioni (im)proponibili

Nella scuola media in cui ho lavorato qualche anno fa la collega di Arte e Immagine proponeva ai ragazzi, alla fine del percorso triennale, di realizzare una pittura su tela, copia di uno dei quadri più celebri del periodo contemporaneo studiato in storia dell’arte. Qualcuno più capace, qualcun altro privo di qualsiasi senso artistico, gli alunni si cimentavano con Monet, Renoir, Seurat, Warhol, Van Gogh… che poi venivano esibiti con orgoglio agli esami.

È il turno di Reda, alunno proveniente dal Marocco in Italia ormai da parecchi anni. Dopo le prime domande sulle varie materie arriva il momento di presentare i lavori:
     – Vediamo il quadro di Reda? – chiede l’insegnante di arte.
     – Lo prendo io! – risponde pronta l’insegnante di scienze; e mostra il capolavoro alla commissione:

Van_Gogh-corvi2Poi commenta, un po’ ironica: – Che bello, Reda, e che cos’è questo, il mare?
     – No, prof., è al contrario!

A discolpa della collega posso dire che il quadro di Reda non era esattamente un Van Gogh…

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