Filikí Etería

Filikí Etería, la Società degli Amici. Un nome bellissimo per un sentimento più bello di comune appartenenza alla patria dell’arte e della democrazia.

Nata nel 1814 ad Odessa sulla scia degli ideali di libertà ed uguaglianza delle recenti rivoluzioni, la Società degli Amici fu causa e mezzo della guerra d’indipendenza greca dall’Impero Ottomano, il primo tra i moti rivoluzionari ad essere portato a compimento. Il merito dell’impresa va anche ai molti che dai propri paesi, alcuni indipendenti come l’Inghilterra, altri non ancora nati come l’Italia, partirono per combattere a fianco del popolo greco. Erano intellettuali come Lord Byron (che per altro ci lasciò le penne, sebbene non in combattimento) o giovanissimi idealisti come Giuseppe Tosi e Carlo Serassi, i due novaresi che a soli sedici e diciotto anni avevano sentito il richiamo d’amore per la libertà dei popoli.

Una volta proclamata l’indipendenza nel 1822, la Filikí Etería si sciolse, avendo concluso il proprio compito. La Storia infatti procede, inarrestabile; cambia i suoi protagonisti, rimescola le carte, sembra allontanarsi… fino a quando, all’improvviso, te la ritrovi davanti.

Una nuova Società degli Amici servirebbe oggi, di sostegno al popolo greco ed alla sua lotta per l’indipendenza da un altro impero, che tutti ci tiene in scacco e soggiogati: l’impero delle banche, dei poteri finanziari, del neoliberismo indiscriminato e selvaggio. L’impero al quale l’Europa, i cui membri un tempo avevano sostenuto la patria della democrazia, oggi è asservita. La lettera del primo ministro Alexis Tsipras alle greche ed ai greci è il richiamo. A noi rispondere. La democrazia non si svende e non si vende, a nessun prezzo: soprattutto quello della libertà.

Odessa, Museo della Filikì Eterìa (fonte wikimedia.commons.org)

Odessa, Museo della Filikì Eterìa (fonte: wikimedia.commons.org)

Di seguito il testo della lettera (altro che slides di Renzi…) e il link a Micromega per firmare l’appello:

“Greche e greci, da sei mesi il governo greco conduce una battaglia in condizioni di asfissia economica mai vista, con l’obiettivo di applicare il vostro mandato del 25 gennaio a trattare con i partner europei, per porre fine all’austerity e far tornare il nostro paese al benessere e alla giustizia sociale. Per un accordo che possa essere durevole, e rispetti sia la democrazia che le comuni regole europee e che ci conduca a una definitiva uscita dalla crisi.
In tutto questo periodo di trattative ci è stato chiesto di applicare gli accordi di memorandum presi dai governi precedenti, malgrado il fatto che questi stessi siano stati condannati in modo categorico dal popolo greco alle ultime elezioni. Ma neanche per un momento abbiamo pensato di soccombere, di tradire la vostra fiducia.
Dopo cinque mesi di trattative molto dure, i nostri partner, sfortunatamente, nell’eurogruppo dell’altro ieri (giovedì n.d.t.) hanno consegnato una proposta di ultimatum indirizzata alla Repubblica e al popolo greco. Un ultimatum che è contrario, non rispetta i principi costitutivi e i valori dell’Europa, i valori della nostra comune casa europea. È stato chiesto al governo greco di accettare una proposta che carica nuovi e insopportabili pesi sul popolo greco e minaccia la ripresa della società e dell’economia, non solo mantenendo l’insicurezza generale, ma anche aumentando in modo smisurato le diseguaglianze sociali.
La proposta delle istituzioni comprende misure che prevedono una ulteriore deregolamentazione del mercato del lavoro, tagli alle pensioni, nuove diminuzioni dei salari del settore pubblico e anche l’aumento dell’IVA per i generi alimentari, per il settore della ristorazione e del turismo, e nello stesso tempo propone l’abolizione degli alleggerimenti fiscali per le isole della Grecia.
Queste misure violano in modo diretto le conquiste comuni europee e i diritti fondamentali al lavoro, all’eguaglianza e alla dignità; e sono la prova che l’obiettivo di qualcuno dei nostri partner delle istituzioni non era un accordo durevole e fruttuoso per tutte le parti ma l’umiliazione di tutto il popolo greco.
Queste proposte mettono in evidenza l’attaccamento del Fondo Monetario Internazionale a una politica di austerity dura e vessatoria, e rendono più che mai attuale il bisogno che le leadership europee siano all’altezza della situazione e prendano delle iniziative che pongano finalmente fine alla crisi greca del debito pubblico, una crisi che tocca anche altri paesi europei minacciando lo stesso futuro dell’unità europea.
Greche e greci, in questo momento pesa su di noi una responsabilità storica davanti alle lotte e ai sacrifici del popolo greco per garantire la Democrazia e la sovranità nazionale, una responsabilità davanti al futuro del nostro paese. E questa responsabilità ci obbliga a rispondere all’ultimatum secondo la volontà sovrana del popolo greco.
Poche ore fa (venerdì sera n.d.t.) si è tenuto il Consiglio dei Ministri al quale avevo proposto un referendum perché sia il popolo greco sovrano a decidere. La mia proposta è stata accettata all’unanimità.
Domani (oggi n.d.t.) si terrà l’assemblea plenaria del parlamento per deliberare sulla proposta del Consiglio dei Ministri riguardo la realizzazione di un referendum domenica 5 luglio che abbia come oggetto l’accettazione o il rifiuto della proposta delle istituzioni.
Ho già reso nota questa nostra decisione al presidente francese, alla cancelliera tedesca e al presidente della Banca Europea, e domani con una mia lettera chiederò ai leader dell’Unione Europea e delle istituzioni un prolungamento di pochi giorni del programma (di aiuti n.d.t.) per permettere al popolo greco di decidere libero da costrizioni e ricatti come è previsto dalla Costituzione del nostro paese e dalla tradizione democratica dell’Europa.
Greche e greci, a questo ultimatum ricattatorio che ci propone di accettare una severa e umiliante austerity senza fine e senza prospettiva di ripresa sociale ed economica, vi chiedo di rispondere in modo sovrano e con fierezza, come insegna la storia dei greci. All’autoritarismo e al dispotismo dell’austerity persecutoria rispondiamo con democrazia, sangue freddo e determinazione.
La Grecia è il paese che ha fatto nascere la democrazia, e perciò deve dare una risposta vibrante di Democrazia alla comunità europea e internazionale.
E prendo io personalmente l’impegno di rispettare il risultato di questa vostra scelta democratica qualsiasi esso sia.
E sono del tutto sicuro che la vostra scelta farà onore alla storia della nostra patria e manderà un messaggio di dignità in tutto il mondo.
In questi momenti critici dobbiamo tutti ricordare che l’Europa è la casa comune dei suoi popoli. Che in Europa non ci sono padroni e ospiti. La Grecia è e rimarrà una parte imprescindibile dell’Europa, e l’Europa è parte imprescindibile della Grecia. Tuttavia un’Europa senza democrazia sarà un’Europa senza identità e senza bussola.
Vi chiamo tutti e tutte con spirito di concordia nazionale, unità e sangue freddo a prendere le decisioni di cui siamo degni. Per noi, per le generazioni che seguiranno, per la storia dei greci.
Per la sovranità e la dignità del nostro popolo” (Alexis Tsipras).

Siamo con la democrazia, che è sempre “giustizia e libertà”, contro la protervia dei poteri finanziari che vogliono imporre al popolo greco le politiche di liberismo selvaggio che hanno scatenato la crisi mondiale e stanno distruggendo l’Europa.

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4 commenti

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4 risposte a “Filikí Etería

  1. Sono molto d’accordo con quello che hai scritto ma spero che in qualche modo si trovi una strada, meno umiliante certo, ma una strada per far restare dentro la Grecia.
    Ciao!

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