L’Affamato e il Toccaccione

C’era una volta l’Affamato. La sua fame era tale che la merendina che gli preparava amorevolmente la mamma (una fetta di pastiera napoletana condita di peperonata e tonno) non gli bastava mai. Così l’Affamato pensò di arrangiarsi da solo, chiedendo prima, elemosinando poi, la merenda alle compagne di classe. Le misericordiose compagne inizialmente lo nutrono, lo sfamano, forse lo consolano pure, ma poi… quando è troppo è troppo! L’Affamato tuttavia non si rassegna e chiama in suo soccorso il Toccaccione, intuendo che una società di mutuo accordo può essere assai vantaggiosa. I due iniziano ad agire in coppia: l’Affamato chiede la merenda, la malcapitata compagna non la molla e allora si inserisce il Toccaccione, il quale polipescamente prende ad agitare i tentacoli un po’ qua un po’ là, finché la vittima cede e l’Affamato viene soddisfatto.

Le ragazze però non ci stanno, non si prestano ad una simile estorsione e al grido di “il corpo è mio e lo gestisco io” si rivolgono all’Autorità. L’Autorità prontamente interviene, chiama i malfattori, prima da soli, poi insieme. Prova a spiegare, a farli ragionare; infine si rassegna e minaccia sanzioni e pene indicibili.

Chissà se avranno capito… Francamente non credo, ma l’importante è che giustizia è fatta. Almeno nella scuola…

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12 commenti

Archiviato in Situazioni (im)probabili vecchie e nuove

12 risposte a “L’Affamato e il Toccaccione

  1. Hehehehe 🙂
    Ma la pastiera è un dolce! Che ci fa con la peperonata e il tonno? 🙂

  2. Oh. caspita…. che fatica per le Autorità 😉

  3. Una vera fortuna essere ormai lontana dalla scuola… le mie merendine però erano tristi, forse l’avrei scampata 😉

    • Dubito… la fame dell’Affamato non faceva distinzioni!
      La scuola per me rimane un bel posto, molto meglio di quello che c’è fuori. Tuttavia sono molto preoccupata per l’avvenire: cosa succederà davvero con la nuova, ennesima, pessima riforma?

  4. Inoziamo bene! Speterei che le spiegazioni facciano breccia più che le punizioni…

    • Mah… Temo proprio di no. Ho lavorato un anno intero sull’idea di rispetto ed inclusione e finita la scuola la classe ha organizzato una festa invitando tutti tranne la ragazzina disabile…

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