Il CD rotondo

Lavorare in un negozio di musica ti segna. Irreparabilmente. Lavorare in un negozio di musica di provincia ti fa perdere la fiducia nel genere umano, o, se non altro, nel suo senso estetico. La gamma delle richieste spazia infatti dalla Deejay Parade alla compilation di Sanremo, da One Shot ’80 al disco del momento e oltre, fino a “quella canzone là che si sente alla radio”, di cui tu, negoziante, devi conoscere tutto, dal titolo alla casa di produzione, alle curiosità morbose intorno a chi la canta.

Se qualcuno si domanda come mai i negozi di musica siano oggi un lontano ricordo, un elemento d’arredo urbano tra il vintage e il sito archeologico, non dia la colpa ad internet e alle nuove tecnologie, alla musica scaricata illegalmente con i legalissimi strumenti che consentono di farlo. Se la prenda piuttosto con Gigi D’Alessio e Laura Pausini, con le frasi fatte apposta per essere trascritte sulle Smemo, con chi non distingue Bach da Chopin o da Celentano.

Tuttavia lavorare in un negozio di musica di provincia insegna molto, oltre che in ambito culturale, a livello antropologico. Le scoperte che si fanno sulla razza umana sono infinite e spiazzanti. Per esempio si può scoprire che lo strumento che tutti hanno sempre segretamente desiderato impugnare non è la chitarra di Jimi Hendrix ma il kazoo, di cui si nascondono centinaia di virtuosi tra i propri concittadini. Oppure si può imparare l’antica arte della fisiognomica, interpretando quotidianamente l’espressione di chi, varcata la soglia d’ingresso con slancio e senza salutare, chiede “Il Giornale” o “La Repubblica” o “Il Corriere della Sera”, per poi accorgersi che l’edicola è il negozio successivo…

Lavorare in un negozio di musica di provincia ha anche altri lati positivi: riuscire a rifilare Eros Ramazzotti a chi ti aveva chiesto gli Abba sono soddisfazioni, indovinare quale sia la canzone della pubblicità mimetizzata tra le quattro note biascicate dalla signora cotonata che ti mastica la cicca in faccia sono cose che aumentano l’autostima. Così gli aneddoti si accumulano e a fine settimana sono pronti per rallegrare la serata agli amici.

Un pomeriggio fa il suo ingresso in negozio l’ennesima nonna munita di bigliettino scritto dalla nipote. «Buongiorno», saluta cortesemente. «Buongiorno», ricambio altrettanto cortesemente. «Devo fare un regalo a mmia nipote che fa il compleanno». Pausa. «Ci devo rregalare u cd. Ce l’avete u cd?». Siciliana. Questa mi sa che è tosta. «Dipende… quale?», rispondo io con fare imperturbabile. «Mi hanno detto che è rrotondo. È rrotondo?». Inizio a perturbarmi… «Beh… sì. Gira. Se è rotondo, gira più facilmente». L’imbarazzo si fa palpabile, ma la signora, per mia fortuna, lo trancia di netto, tirando fuori il fantomatico bigliettino. Prende gli occhiali, se li mette e dà il bigliettino a me, che lo afferro e lo leggo – avida – come fosse il responso della Sibilla: «Lunapop o Madonna». Dubbio amletico, mi viene da pensare, e vedrai che dovrò risolverlo io… e infatti la signora mi legge nel pensiero: «Lei, che è così ggiovane, che mi consiglia?». «Quanti anni compie sua nipote?». «Quindici». «Forse i Lunapop; piacciono molto alle ragazzine». «E io ci rregalo Madonna». E regalaci un po’ quello che ti pare… ringhio tra i denti. Ma il cliente ha sempre ragione e allora afferro le chiavi e mi dirigo alle pagine attaccate al muro. Apro, agguanto l’oggetto del desiderio, richiudo e ritorno verso il bancone, ma un urlo inumano mi fa sobbalzare di mezzo metro: «Nooo! Mi hanno detto che è rrotondo! Chisto quadddrato è!». Oh mio Dio! E ora che le dico? «Ma no, signora, la confezione è quadrata, dentro è rotondo». «È ssicura?», intima lei con tono siculo-minaccioso. «Sì, glielo garantisco!». Lo aprirei per farglielo vedere, ma se poi questa non me lo compra, io non lo vendo più!

Dopo un quarto d’ora di trattative e di miei dischi personali che faccio vedere e sentire alla signora per dimostrarle la rotondità del cd, la convinco o, se non altro, riesco a liberarmene.

Caro il mio Cristoforo Colombo, se invece della regina Isabella avessi trovato questa, col cavolo che l’avresti scoperta l’America…

PS: mi scuso con gli eventuali lettori siciliani per la pessima trascrizione del loro bellissimo e musicale idioma 😉

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14 commenti

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14 risposte a “Il CD rotondo

  1. Ahahaha!!! bellissimo! però la nonnina mi fa anche tenerezza!!!
    Racconto degno di “Alta Fedeltà” di Nick Hornby 🙂

  2. Pover te e povera lei! Però è vero che quando ancora non esistevano le app per riconoscere i brani musicali si andava a canticchiare il motivetto al rivenditore di dischi… bei tempi! 🙂

  3. Ah però, che avventura cara Tiptoe! Comunque sia lavorare in un negozio di dischi dev’essere bello, certo non tutti ti chiedono la musica che piace a te, come accade per i libri del resto!
    Un bacione, il CD comunque è rotondo, confermo 🙂

  4. Cercavo quella canzone dei Queen che fa tum tum cia`, tum tum cia`, mica l’avete in negozio? 😉

  5. Che bellezza…
    T’immagino impegnata con manuali “lombrosiani” e craniometro nel tentativo di classificare tipi umani. 🙂
    Antropologia criminale a parte, questa storia del cd rrotondo è fenomenale. La signora ha scelto Madonna facendo probabilmente un’associazione arbitraria con la ben più blasonata Maria…
    Esperienze per stomaci robusti le tue. Io un disco di Madonna non lo toccherei nemmeno con i guanti.
    Bel post. Brava!
    Ciao…

    • Il craniometro mi piega!!
      Grazie, ma secondo me la signora ha scelto Madonna solo perché io avevo detto Lunapop…
      Al negozio lavoravo tutti gli anni a Natale; poi ci ho passato un anno intero nel periodo universitario in attesa che mio padre riuscisse a venderlo. Per fortuna avevo anche un paio di clienti che davano soddisfazioni, uno dei quali era impegnato nel riacquistare tutti gli album che il padre gli aveva buttato via quando era stato bocciato in prima liceo!
      Buona domenica 🙂

  6. Questo tuo articolo è stato spassosissimo Tiptoe! La nonnina siciliana e il kazoo!! Ma è vero sai? Quante cose si vengono a scoprire in un negozio di musica e quanti strani personaggi vi entrano dentro! Ma dimmi la verità, a me puoi…. davvero era rotondo il CD? 😀 😀 😀 Un bacione bellissima.

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