Innamorarsi da lontano

Mi innamoravo spesso. Ogni giorno. Uscivo di casa e accadeva. Andando a scuola, durante le lezioni, all’uscita. E poi nel pomeriggio. Quante volte nel pomeriggio! Poteva bastarmi un niente, un dettaglio, un particolare collocato bene (o male); e ci cascavo. Ci ero dentro, insomma.

Una volta era a scuola, un’altra in vacanza, un’altra ancora per la strada o in metropolitana. Era così facile. Una volta accadde per un vicolo, me lo ricordo ancora. Milano, zona Navigli. Tardo pomeriggio in giro per gli ateliers degli artisti. Sarebbe stato più logico che capitasse lì, dentro un atelier, e invece no: accadde dopo, fuori. Quel vicolo ben curato, in disparte, lontano dalla Città. Sembrava di essere tornati indietro nel tempo, nelle vecchie corti dove sono nati e cresciuti tutti i miei antenati. Fu proprio quella sensazione di sospensione a farmici cadere. Se poi aggiungiamo che era novembre e il tramonto stava affrettandosi e all’improvviso, sulla via del ritorno, un suono di pianoforte mi chiamò da qualche finestra nascosta… gli ingredienti c’erano tutti.

Con la musica è accaduto spesso, troppe volte forse. Bastavano poche note ed era fatta. Soprattutto se erano note di pianoforte. Chopin, Tori Amos, la colonna sonora di un film francese. A volte era una sola battuta a farmi precipitare. Sono state le volte più belle.

Ricordo tutte le volte che mi è successo a scuola, durante una lezione. In quel caso era una parola, languida, musicale. Spesso latina, o inglese: complice l’esotismo della lontananza. Una volta mi accadde con tears (lacrime): suonava così dolce… Ma poteva succedere anche con parole italiane, consuete. Ricordo un’ora di Dante in quarta liceo. L’insegnante spiegava uno dei primi canti del Purgatorio e ripeteva continuamente tre parole, tre verbi: velare, svelare, rivelare. Dal mio banco li presi in mano, e poco dopo erano una poesia. D’amore.

Un’altra volta invece fu un colore. Viaggiavo in macchina, verso la Val di Fiemme. Certe cose possono accadere solo al crepuscolo e solo in condizioni particolari, come quella volta. Me n’ero accorta subito, ancora a casa, guardando dalla finestra. Poi, una volta fuori, fu tutto chiaro. Le montagne erano rosa, completamente rosa. Ma quella volta viaggiavo in direzione contraria, le montagne alle spalle. Continuavo a girarmi indietro e gradualmente lo vedevo allontanarsi e mutare. E soffrivo. Pur sapendo che quel suo mutare era inevitabile e parte della sua bellezza.

La volta che fu per sempre accadde qui, tra le mura di casa. E fu un libro, anzi una frase. Certi amori hanno bisogno di così poco… ma durano a lungo, tutta una vita. Ero sola e intorno a me c’era il silenzio. Si avvicinava l’ora di cena, ma nessuno era tornato. Forse fu la circostanza ‒ il fatto di ritrovarmi con me, attenta ad ogni pulsazione interiore ‒ che aiutò la frase ad entrarmi dentro e a non andarsene più. Quante volte l’ho trascritta su un diario o alla fine di una lettera d’amore…

Anche oggi, a dispetto dell’età, continuo a innamorarmi. Mi basta sempre meno. Qualche giorno fa erano le pannocchie non ancora raccolte che mi accompagnavano al lavoro. Ieri la giornata grigia. Oggi è Lisbona. Mi innamoro persino da lontano… di quello che non c’è e che non conosco. Dopo tanti anni non ho ancora capito come accade, ma accade e non voglio smettere

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21 commenti

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21 risposte a “Innamorarsi da lontano

  1. Sono delle riflessioni bellissime! Innamorarsi di una parola, un libro, una musica! Io penso che certe cose ci colouscono perchè riflettono qualcosa che abbiamo dentro…
    Ma mi aspettavo che scrivessi la frase dell’ora di cena, alla fine, quella da scrivere sui diari…
    (Non sarà stata “come la nave lascia la scia ti lascio la firma mia”? :DDD Scherzo)

  2. “Certe cose ci colpiscono” volevo dire

  3. Ed è giusto così, non smettere Tiptoe.

  4. Hai ragione, sono innamoramenti e non hanno età.

  5. L’accenno a Lisbona mi fa pensare che ti stia innamorando di un certo treno per… 😉 Io non mi innamoro facilmente ma quando arriva accolgo con entusiasmo.

  6. Simon James Terzo

    Molto bello questo post, mi ricorda di come col tempo ci si inaridisce. Però ai navigli non vale, loro sono capaci di fare innamorare anche un qualsiasi bastardo di un qualsiaso altro bastardo 🙂
    Un saluto.

  7. Questo post è uno dei migliori che abbia mai letto, davvero! Complimenti Tip! E non smettere di innamorarti, perché è così bello farlo… 🙂 🙂 🙂

  8. Barbara

    Buon pomeriggio! Mi unisco al coro dei complimenti: questo post é di una delicatezza e di una eleganza formidabili Parlare di amore è sempre emozionante, ma lo è altrettanto leggere chi ne parla. Molto brava! 🙂

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