Quando bastava una canzone

Dal mio diario, venerdì 2 maggio 2014

Dove sono finiti i tempi in cui bastava una canzone?

Quando non dormire la notte non era poi un problema perché al mattino dovevi solo andare a scuola? Quando ci bastava stare chiuse in camera di qualcuna o sui gradini all’oratorio a parlare per ore solo di uno sguardo non ricambiato? Quando tutto quello che ci veniva richiesto si esauriva, in fondo, nell’imparare qualche capitolo di storia? Quando sono finiti quei tempi spensierati?

Provo a tracciare una linea che sia netta tra un certo periodo e adesso. Superfluo dire che non ci riesco. Eppure c’è stato un giorno in cui è cambiato tutto. Un giorno in cui, quando le cose non sono andate per il verso giusto, non ho pensato di cercare una cassetta, di accendere lo stereo. Un giorno in cui, se l’avessi fatto, non sarebbe servito a niente.

Andavo al liceo e l’unica preoccupazione era di sentire il mio nome tra quello degli interrogati. Camminavo a passo spedito verso la scuola pensando che, come al solito, non sapevo niente, che se mi avessero beccata quel giorno sarebbe andata proprio male, avrei fatto una figura pessima, sarebbe stato l’inizio della fine. Poi non mi beccavano e il giorno seguente ripercorrevo la stessa strada ripensando esattamente le stesse cose. Poi arrivava il pomeriggio, e la mattina e le interrogazioni sembravano lontanissime e la cosa peggiore che sarebbe potuta capitarmi era che il tipo che mi piaceva non mi guardasse. E quando capitava ed era veramente catastrofico, tipo che dentro di me si apriva una voragine di vuoto nerissimo e profondissimo, bastava una canzone ed era di nuovo tutto a posto. Qual era quella canzone che andava bene in ogni momento, che funzionava sempre? Quella canzone che oggi nemmeno ricordo…

(lo ritrovo oggi sul mio diario e mi rendo conto di quello che ho scritto, oltre che di quello che ascoltavo un tempo per tirarmi su…)

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9 commenti

Archiviato in Pensieri

9 risposte a “Quando bastava una canzone

  1. E scopriamo così che tu tieni un diario, bella cosa, io lo facevo una vita fa.
    Si cresce, si cambia, in qualche modo però si resta sempre le stesse, la tua musica non non l’ho mai ascoltata prima! Ciao cara, buona serata!

    • Insomma, più che un diario è un mensile! Però c’è e ogni tanto ci butto sopra quello che mi passa per la testa (e per il cuore…).
      Quanto alla musica non ricordo esattamente cosa scegliessi “quando bastava una canzone”, di sicuro i Metallica c’erano e mia madre li odiava!
      Ciao 🙂

  2. Io credo che per me quel tempo sia finito con la nascita della mia primogenita… ma ero poco più di una bambina anche io 🙂 il diario invece ho smesso di tenerlo ancora prima. Davvero belli questi ricordi che pescano in un tempo che non smette mai di esercitare il suo fascino.

    • Con il lavoro che faccio l’adolescenza per me è quotidianità e a volte mi scopro a ricercarla proprio attraverso le canzoni, riascoltando la mia musica di quel periodo. Poi, ogni volta, dopo qualche pezzo mi viene voglia della mia musica di adesso e mi sa che anche questo è un segnale che quel periodo è passato…
      Ciao 🙂

  3. per me quel giorno dev’essere arrivato con l’inizio del lavoro, che da subito ho detestato. Niente poteva tirarmi su. Tanto meno gli Iron Maiden che in adolescenza mi davano la carica :))))))

  4. Nemmeno io saprei trovarla quella linea di demarcazione

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