Sguardi dall’infanzia 15: la “Reginetta del ballo”.

In tante ci hanno giocato, ma poche l’avevano ed io – stento a crederlo e il merito va ad un tipo un po’ particolare che vendeva giocattoli – ero tra queste. Chi, bambina degli anni Settanta prima ed Ottanta poi, non ha giocato alla “Reginetta del ballo”? Chi non ha sognato lanciando i dadi sul tabellone colorato spostandosi tra il “Viale della Moda” e lo “Snack Bar”? E se siete tra queste, ragazze, il merito è anche mio, mio e di tutte quelle che, come me, potevano vantare il possesso del gioco in scatola meno femminista del pianeta.

Eh già… la “Reginetta del ballo”: il gioco in cui le nostre mamme, reduci dal Sessantotto, mai avrebbero voluto vedere impegnate le loro piccole… e invece noi lo adoravamo! Perché in fondo quale femmina non si sente gratificata comprando un costoso abito da sera, conquistando un boyfriend e soprattutto ritrovandoselo davanti con un anello tra le mani (magari in ginocchio) che ci chiede di diventare il nostro “ragazzo del cuore”? Per la verità a me queste cose non è che dicessero granché, però volevo vincere e allora acquistare il vestito ed accaparrarmi l’uomo dei miei sogni diventavano un imperativo morale. Ma iniziamo dall’inizio…

La mia versione era quella con la scatola blu, risalente – leggo oggi per la prima volta – al 1975:

Scatola

Scopo del gioco era diventare la “reginetta del ballo” e per diventarlo occorrevano: abito da sera, distintivo di un club, boyfriend ed anello che testimoniava che il boyfriend aveva fatto il grande (ed incauto) passo, lasciandosi sfuggire la domanda che mai nella realtà un ragazzo normale pronuncerebbe, cioè di diventare “ragazzo del cuore”. Tutto ciò veniva realizzato in infiniti giri del tabellone, tra occasioni per guadagnare, appuntamenti, parrucchiere, partite di calcio di cui nulla ci poteva importare se non che in simili circostanze le difese maschili sono azzerate e la domandina tanto attesa sul “ragazzo del cuore” possiamo riuscire ad estorcerla più facilmente (per la verità nemmeno oggi ho chiara la differenza tra boyfriend e “ragazzo del cuore” ma all’epoca mi ponevo poche domande, e forse vivevo meglio).

Tabellone

C’erano poi le carte “Sorpresa!” e finire col dado su una casella “Sorpresa!” era sempre un’emozione, perché c’erano alcune carte che, se capitavano, potevano davvero rovesciare le sorti della partita, come la carta che consentiva di raddoppiare il punteggio del dado o, meglio ancora, quella che esentava dalla frequenza della scuola (e chi non ha sognato una carta simile anche per il mondo reale?). Parallelamente c’erano molti inghippi, situazioni che facevano perdere tempo, di solito per colpa di Skipper, della scuola o del boyfriend ritardatario (ma al boyfriend si perdonava tutto…). Per non parlare delle infinite spese inutili! Collari nuovi per fantomatici barboncini, giocatrici alla tua sinistra che sostengono di essere in credito con te e Snack Bar dall’insegna maschilista “Paga 1 $ se non hai un boyfriend”.

Il gioco era corredato da carte (raffiguranti i boyfriends e gli abiti da sera) e da piccoli gadgets (gli anelli e i distintivi dei clubs). Tra i boyfriends l’idolo di tutte era Bob, il biondo. A me invece piaceva Allan e mi piaceva tanto che avevo introdotto la regola che, una volta arrivati alla casella “Presentazioni”, si poteva tirare il dado finché usciva il numero corrispondente al boyfriend desiderato (le mie amiche non protestavano ed anzi erano d’accordo). Se a qualcuna capitava la carta “Sorpresa!” che consentiva di prendere Allan “a tradimento” ed andare con lui all’ “Appuntamento alle otto”, la odiavo per tutto il resto della partita. Quanto a Tom i suoi occhialoni da secchione mi lasciavano del tutto indifferente, mentre Ken mi inquietava: con quei capellacci tagliati male e soprattutto quei baffi mi sembrava un vecchio e mi infastidiva l’idea che potesse rappresentare il mio fidanzato (a guardarlo oggi gli darei del pedofilo…).

Nella mia versione gli anelli erano speciali. Non ricordo se li avevo persi tutti o se li avevo sostituiti perché non mi piacevano, fatto sta che erano questi:

Anelli

Il mio preferito era quello con la luna e le stelline (sorpresa di un uovo di Pasqua) e al secondo posto veniva quello con le pietrine bianca e blu, che era un vero anello! Siccome ormai ero grande (credo sui dieci anni) la mamma un pomeriggio mi portò dal gioielliere per comprarmi un anellino (chissà cosa le era passato per la testa quel giorno…) ed io ne scelsi uno con un piccolo zaffiro.

La mia versione – e qui vi voglio care amiche – divenne piano piano un unicum nella storia del gioco. Se in molte si saranno trovate costrette a rimpiazzare anelli, distintivi e segnaposto per averli persi, io, complice mia madre, credo di avere introdotto una vera rivoluzione: i maschi. Avendo un fratello, spesso mi trovavo a giocare con lui, ma converrete che per mio fratello andare alla spasmodica ricerca di un abito da donna e soprattutto di un boyfriend non fosse proprio l’aspirazione di una vita… allora mia madre pensò di munire il gioco di carte adatte a dei giocatori “diversi” e così nella mia versione per ogni abito da donna ce n’è uno da uomo dello stesso prezzo e ad ogni boyfriend corrisponde una girlfriend. La mamma era bravissima a disegnare e così realizzò lei stessa le carte (io poi le colorai), incollandole su un supporto di cartone ricavato dalla scatola della cioccolata “Ciobar”:

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In questo modo mio fratello non vedeva compromessa la sua virilità ed io potevo proporre di giocare anche ai miei amichetti maschi, che però non hanno mai accettato (e anche quella volta la rivoluzione non ci fu…).

Oggi la “Reginetta del ballo” ha ormai i suoi anni, ma non ha perso neanche un po’ del suo fascino. Su eBay ho trovato delle vecchie scatole quotate fino a 100 Euro! D’altra parte Barbie non invecchia mai ed anzi ringiovanisce e si rinnova: ecco infatti una moderna versione in cui la bambola più famosa al mondo, prima di recarsi al ballo, deve completare la propria carriera lavorativa! Non so voi, ma io preferivo il vecchio stile “adolescenziale”, che forse viene rispettato (sebbene adattato ai tempi) su giochi.it, dove le ragazzine possono giocare online, come noi non avremmo nemmeno lontanamente immaginato.

In ogni caso sono certa di una cosa, che se metto la mia versione su eBay… altro che 100 Euro! L’infanzia però non ha prezzo e allora la mia “Reginetta del ballo” rimane qui con me, insieme ai miei ricordi e ai miei tesori di bambina…

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12 commenti

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12 risposte a “Sguardi dall’infanzia 15: la “Reginetta del ballo”.

  1. La mia versione ha il tabellone completamente diverso nei colori e nei disegni anche se la struttura è uguale, niente blu, colori più soft senza contrasti. Devo fargli delle foto per fartelo vedere. 🙂 bellissima l’idea di farne una versione al maschile, anche io avevo un fratello ma non mi è mai venuto in mente di coinvolgerlo! Altro che 100 euro questa meraviglia non ha prezzo…

  2. Anche la mia era completamente diversa, bianca e rosa! I vestiti pure erano diversi, ce n’era uno verde e quello bianco corto era proprio differente!
    Che salto nel passato Tiptoe, appena torno a Genova farò le foto e te lo mostrerò, ma secondo me il mio e quello di Viviana sono identici 🙂
    Geniale la tua mamma! Bacioni carissima!

    • Belli i suoi disegni, vero? Pensa che l’altro giorno, quando l’ho tirato fuori per fare le foto, è passato il mio nipotino… e ha voluto giocare! Inutile dire che ho stravinto!!
      Ciao

  3. Oddio cosa mi ricordi! Anche io lo avevo, regalo di qualcuno. Maschiaccio com’ero, odiavo tutto ciò che era vezzoso, ma come ci giocavo…

  4. Ciao compagna di giochi! La mia versione non mi sembra avesse la foto di barbie al centro… Mi ricordo più che altro una barbue disegnata… Ma chissà cosa mi ricordo! E invece io ero attratta dal mondo studentesco americano in quel gioco, mi sentivo grande! 🙂 ahh la fantasia..

    Inviato da iPhone

  5. Pingback: La Reginetta del Ballo | Dear Miss Fletcher

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