Il primo caruggio non si scorda mai…

Il mio amore per la Liguria è nato qui, esattamente qui. Con una certa precisione, oltre al luogo, potrei indicare anche il momento: un lontano pomeriggio di fine agosto. Uno di quei meriggi assolati di Liguria passati a camminare per il centro, quando tutti preferiscono dormire e tu invece non ne vuoi sapere di perdere istanti preziosi di vita. E di mare.

Era il 1996, l’anno dei miei diciotto anni. Frequentavo la Liguria da diverso tempo in verità, ma fino a quel giorno questa terra ostica e generosa era per me solo le vacanze al mare tanto agognate sui banchi di scuola. Attendevo tutta estate di arrivare qui, perché noi partivamo tardi, dopo Ferragosto, e dopo Ferragosto facevo in tempo a trascorrere la prima settimana con gli amici di sempre e la seconda non troppo da sola, con l’unica amica rimasta o qualcuno di inaspettato che misteriosamente arrivava a salvare gli ultimi giorni di vacanza. Quell’anno il “salvatore” inaspettato si chiamava Amore, e fu inaspettato davvero se penso che non l’avevo più rivisto dall’estate del ghiacciolo azzurro… Già, era proprio lui, quel ragazzo che assomigliava tanto al bell’Abel del cartone animato di “Giorgie”.

Amore a parte, ogni tanto me ne andavo a vagabondare per il centro, a cercare cartoline, orecchini e attimi da aggiungere alla mia scatola dei ricordi. Quel pomeriggio capitai qui, dopo il solito gelato al “Giardino dei peccati di gola”, dove ho assaporato le mie prime cialde con i frutti di bosco o la granella di nocciole sulla salsa al cioccolato. Qui era una delle tante piazzette a cui si accede dal lungomare, passando sotto un arco che ti trasporta in pochi passi in un’altra dimensione, una dimensione d’altri tempi: quella del centro storico. Lo scarto tra il traffico della vita da spiaggia e il silenzio della Liguria vera è immediato. Dalla piazzetta, a volte da qualche arco scavato tra le case, si aprono le tipiche stradine di questa terra, i caruggi stretti e colorati, abitati dai gatti e dagli anziani del luogo, ricchi degli odori e dei sapori della cucina tipica. Su questa piazzetta per me un pomeriggio di fine agosto si è spalancata via Mazzini, il mio primo indimenticabile caruggio. Ero già passata di qui naturalmente e sapevo cosa fosse un caruggio, ma forse non l’avevo mai visto davvero fino a quel momento.

Me lo ricordo ancora bene quel momento in cui me lo sono ritrovata davanti e leggendo il nome sul muro ho scelto questo caruggio come il luogo più bello della mia amata Pietra Ligure.

Seguirono altri pomeriggi in cui partivo a piedi dall’albergo per arrivare fino qui e percorrere il mio caruggio in entrambi i sensi: ogni caruggio ne contiene sempre due, perché nessun caruggio è lo stesso percorso in una direzione piuttosto che nell’altra. E seguirono poi altre vacanze a camminare per i caruggi di tutta la Liguria, da Ponente a Levante o da levante a ponente, senza dimenticare l’insuperabile Genova, la Superba.

Purtroppo non ho fotografie di questo mio luogo del cuore; all’epoca non eravamo armati di cellulari e digitali da usare ad ogni istante. Avevamo però tante cartoline da scrivere e da scegliere e tra quelle che ho portato via dalle mie vacanze liguri come tesori preziosi, ce n’è una che raffigura questa strada. L’ho cercata a lungo in questi giorni ed è stato magico, quando finalmente l’ho ritrovata, leggere sul retro: “Via Mazzini: il posto + bello di tutta Pietra Ligure. Estate ‘96”. 

Cartolina raffigurante via Mazzini a Pietra Ligure (SV).

Cartolina raffigurante via Mazzini a Pietra Ligure (SV).

E se oggi mi diverto ancora a camminare ogni stradina in entrambi i sensi, è perché ho imparato a farlo qui, in questo inaspettato e indimenticabile caruggio di Liguria.

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11 commenti

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11 risposte a “Il primo caruggio non si scorda mai…

  1. Mi piace l’idea dei due caruggi. C’è qualcuno che ancor meglio di me saprà apprezzare questi tuoi bellissimi ricordi e le considerazioni che contengono 😉
    meravigliose quelle estati in cui tutto era da scoprire! Ti leggo sempre volentieri 🙂

  2. Ehi, ecco perché oggi mi fischiavano le orecchie 🙂
    Cara Tiptoe, questo post racconta proprio lo spirito un po’ nascosto e ritroso di certi caruggi, bellissimi i tuoi ricordi, quell’età poi aveva qualcosa di magico.
    E insomma, qua urge una gita nel luogo del tuo cuore, devo tornare presto!
    Un bacetto carissima!

    • Da un po’ volevo scrivere questo post, ma non trovavo più la cartolina! Pietra, a guardarla oggi dopo avere girato tutta la Liguria, non mi fa impazzire, ma senza di lei forse la Liguria non l’avrei mai amata. E poi ci sono i ricordi d’infanzia e adolescenza, ma questa è un’altra storia…
      Buona domenica, Miss carissima 🙂

  3. …ma come “Amore a parte”? Era così interessante! 😉
    E comunque… Mi hai ricordato un sacco la “mia” Varazze!!!
    Buona notte Giorgy

    • Abel era proprio bello, ma anche Arthur. Solo Lowel non mi è mai piaciuto… sarà stata la sua aria da damerino.
      Noi del nord-ovest la Liguria in qualche modo l’abbiamo incontrata, chi da una parte, chi dall’altra. Carina Varazze.
      Ciao 🙂

      • No dai.. “Carina” è poco 😛
        Sì concordo sulla Liguria, anch’io negli anni successivi all’infanzia l’ho girata un po’ tutta e tuttora è sempre una piacevole scoperta!!
        Ps io ero più da “Terence”, ma anche loro non scherzavano!!

      • Terence, Terence… cosa mi fai ricordare!
        Varazze l’ho vista una volta sola in verità, in gita con l’oratorio. Mi ricordo degli scogli o una zona molto pietrosa, tipo uno spiazzo sul mare. Mi era piaciuta.

      • Io ho fatto una malattia per Terence!
        Comunque Io Pietra l’ho vista una decina di anni fa, mi era piaciuta molto, ma per me Varazze è Varazze.. 🙂

  4. Mi hai ricordato tantissimo “Corte sconta detta arcana” di Hugo Pratt, specialmente là dove dici che, attraversando l’arco, si entra in un’altra dimensione… Bellissimo post, mi hai fatto venire voglia di andare per caruggi! 😀

    • Wow, che complimentone: uno dei migliori del mitico Hugo Pratt!!
      Se hai voglia di girare per caruggi ma non li hai sotto casa, fai un giro nel bellissimo blog di Miss Fletcher, che di sicuro conosci già.
      Saluti.

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