Nuovi voli

Con pochi e leggerissimi ritocchi, dal quaderno degli appunti dell’università…

Nina era innamorata. Guardava fuori dalla finestra con deboli sospiri. L’alone dileguava dal vetro con rapidità preoccupante.

Lui non si curava di lei: con la curiosità di un bambino che impara l’alfabeto seguiva la lezione intorno a Carlo Emilio Gadda. Lei non si curava di lui: scrittore dall’aura intellettuale, inadeguato alle sue letture ingenue. Cercava di stuzzicarlo con scherzi e scarabocchi, ma lui si indispettiva, disturbato, distaccato, distolto dalla sua attenzione irritante! Allora lo scostava, con noncuranza calcolata, sicura di attirarlo e di perderlo nuovamente per un po’…

Si erano conosciuti per caso, una notte, senza aspettarsi quel destino improvvisamente così dolce. Il lunario volgeva ad aprile, mentre loro stavano per amarsi. Lei lo sapeva, ma lo teneva nascosto; mentre lui si stupiva e la stupiva, citando Mozart ed Ovidio. Poi finalmente la invadeva per non lasciarla mai più.

Questi ed altri lievi pensieri la importunavano durante la lezione. Era sempre così languida che sul banco si distendeva, si disperdeva e galleggiava impalpabile in uno stato semireale. Tutto appariva felice allora, tutto scompariva e sembrava essere stato solo per non annoiarla prima di condurla a lui. Ora finalmente il mondo ritornava, ed era pronto per essere scoperto.

Intanto il cielo si alzava per lasciare spazio a nuovi voli.

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6 commenti

Archiviato in Raccontini

6 risposte a “Nuovi voli

  1. Ooooh….il tuo raccontino è ammaliante, pieno di incantevole poesia e amore vero per la lettura e la letteratura.
    Ecco, io e lui non ci capiamo tanto bene, devo dirtelo.
    Ho fatto un esame universitario su Gadda, non era esattamente nelle mie corde.
    Brava Tiptoe, davvero brava tu.
    Un abbraccio, notte bella a te!

    • L’ho trovato ieri per caso rovistando tra vecchi quaderni. L’avevo proprio scritto durante una lezione su Gadda a cui ero andata per tenere compagnia al mio attuale compagno (io avevo seguito il corso dell’anno prima). Me l’ero dimenticato… poi ieri è saltato fuori e mi è sembrato adatto ad essere postato…
      Grazie delle belle parole e buon proseguimento delle adorate feste…

  2. Hai creato in poche righe un’atmosfera di assoluta fluttuante rarefazione. Mi piace uscire dalle feste goderecce di questi giorni leggendo un brano così impalpabile. Buona serata!

  3. Ho trovato il tuo racconto, “semplicemente” STUPENDO. Dolce e delicato ma allo stesso tempo travolgente.

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