Let It Be

Come nasce un amore musicale? O come nasce l’amore per la musica? Basta una canzone, una sola; ma che sia quella giusta. Aggiungi una bambina di dieci anni e un lungo viaggio in macchina, in fuga verso il mare.

Io sono stata fortunata, perché durante quel viaggio la mia canzone giusta fu Let It Be.

Agosto 1988, autostrada A1, detta “del Sole”. Tre donne in macchina, tre generazioni a pochi passi l’una dall’altra. Io forse ero la più lontana, anche nei pensieri, che correvano via insieme alla macchina sull’asfalto. Non so di cosa discutessero mia madre e quella lontana cugina, ricordo solo un incalzante e frenetico parlare, un ritmo di parole quasi senza pause. E fu in quel ritmo che all’improvviso si intrufolò lei, con tutta la sua bellezza e la sua magia. Il potere della musica. Non l’avrei capito studiando il Romanticismo se non ci fosse stato quel viaggio verso il mare…

Ricercando il tempo perduto, come spesso accade, si scopre che la memoria involontaria ha la meglio sul resto. Oggi non so dire se quella prima risolutiva canzone fosse nata dalla radio o da una cassetta; e mi sfugge soprattutto il seguito, il passaggio alla consapevolezza, l’attimo continuo in grado di trattenere quel momento, a rischio di smarrirsi inascoltato nel flusso senza tregua degli accadimenti quotidiani… So solo che quel giorno mi ritrovai in possesso senza preavviso della mia canzone preferita, e il microcosmo che non sapevo di custodire iniziava a pulsare.

Allo stesso modo non so dire come all’improvviso mi ritrovai con un padre innamorato dei Beatles e con qualche sgangherata cassetta tra i miei tesori più cari. Ma ormai era diventato così ovvio che mi piacevano quei quattro cantanti del passato che l’anno seguente a Natale avrei ricevuto due cassette preziosissime. Inutile dire come per molto tempo ascoltai solo Let It Be.

Intorno a quella canzone si materializzarono poi alcune fortuite circostanze che avevano l’aura magica di un segno: per Natale con il coretto della chiesa cantammo My Sweet Lord di George Harrison, di cui mio padre aveva il 45 giri. Ed io imparai a usare il giradischi. A scuola la professoressa di inglese – amante dei Beatles come tutte le prof. di inglese che ho incrociato – ci fece scrivere e tradurre proprio Let It Be, che finalmente potevo cantare, trattenendo nella memoria ogni singola, inafferrabile parola.

Così, anche da ragazzina, dopo avere scoperto tanti altri amori musicali, continuavo a tenerla nel cuore e quando l’ascoltavo non era mai una volta sola… come per sottolineare che era quella la mia canzone, quella che mi aveva iniziata ai misteri della musica…

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3 commenti

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3 risposte a “Let It Be

  1. Eccola la tua canzone dei Beatles!
    E i tuoi ricordi sono dolcissimi Tiptoe, grazie di averli condivisi con noi.
    Buon Natale cara, tanti auguri di cuore a te!

  2. Ciascuno di noi ricorda la sua prima canzone dei Beatles, quella con cui imparò ad amarli. Io li conobbi attraverso Michelle ed uno dei regali più belli della mia vita -all’epoca ero ragazzini a e strimpellavo la chitarra- fu la raccolta completa dei loro spartiti! Me la invidiavano tutti 🙂 e non so più quante fotocopie ne ho fatte. Buon Natale con e senza Beatles!

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