Innamorati a-di-con Milano

Milano, Piazza dei Mercanti (fonte: www.minube.it).

Milano, Piazza dei Mercanti (fonte: http://www.minube.it).

“Sapessi com’è strano / sentirsi innamorati / a Milano” racconta una vecchia canzone degli anni ’60. Per chi non conosce Milano può suonare un po’ anomala… eppure è vero. “Senza fiori, senza verde, senza cielo senza niente”. Milano è così. È la città dei sabati pomeriggi per negozi da ragazze; la città delle bigiate e delle manifestazioni coi compagni di scuola. La città dei raduni con gli amici del mare, quando ancora non hai la macchina ma a Milano puoi arrivare con mezzi di fortuna anche la domenica.

Innamorarsi proprio lì è stato strano. Tra le aule e i corridoi dell’università, un altrove protetto dove credi davvero che una volta fuori ci sarai tu a cambiare il mondo. Invece appena fuori c’è Milano ad aspettarti, la città della borsa e degli affari, della fretta e dei pendolari che della metropoli vedono solo le stazioni. I tunnel della metropolitana. Anche le stazioni hanno il loro fascino, e l’underground e persino le periferie degradate, dove gli unici colori sono i graffiti dei writers che sbiadiscono sui muri e sui vagoni parcheggiati tra i binari. È una bellezza diversa, difficile, che si impara ad amare solo col tempo, standoci dentro, conoscendola a poco a poco dai lenti passaggi sui cavalcavia o dai finestrini dei treni che riflettono il tuo viso triste. La Milano un po’ banlieu di certi quartieri ai margini del mondo e della vita. La Milano di Jannacci e di Testori.

Ma c’è un’altra Milano ancora. Una Milano bella che non ti aspetti. Non quella del Duomo e della Galleria, né quella del Cenacolo Vinciano o dei vicoli di Brera. È la Milano della vita di una volta, chiusa nei cortili dove le case a ringhiera sono state ristrutturate per ospitare facoltosi residenti. La Milano dei Navigli, dove tra locali e ristorantini alla moda si nascondono gli ateliers di pittori, decoratori ed artigiani, sempre aperti per chi vuole infilare il naso a curiosare… Mi aggiravo in quegli angoli dimenticati nei lenti pomeriggi di un dicembre freddissimo, accompagnata proprio dall’Amore. Scoprire Vicolo dei Lavandai insieme a lui è stato inaspettato. Sedersi lì, dove il Naviglio si fa da parte; credere che sia un luogo troppo bello per poterci stare e pensare che a breve arriverà qualcuno a cacciarti via… È quella la Milano di una grande poetessa, la bellezza che dal grigio fa comparire tutti i colori.

Ma per amare Milano non basta ritrovarsi lì; bisogna alzarsi e ricominciare a vagare, seguendo le note di un pianoforte per il gusto di sapere da dove arrivano, da quale finestra nascosta. Continuare a camminare in cerca di altri luoghi, di invisibili particolari. Passare in rassegna tutte le vecchie librerie a edicola, quelle dei libri antichi, dei libri usati, de “I Maestri del Colore” a poco prezzo. Sedersi a leggere in Piazza dei Mercanti, sul vecchio pozzo appartato, quasi silenzioso, mentre da un lato e dall’altro sfilano la vita e la frenesia della Città. Aspettare lì che scenda la sera; diventare un po’ tristi perché con il crepuscolo si avvicinano i saluti, si allontanano le mani che tanto hanno atteso per provare a stringersi e a scaldarsi.

Lentamente ritornare alla stazione, guardare il cielo sulla città prima di scomparire sotto terra. Accorgersi senza preavviso che Milano è bella…

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9 thoughts on “Innamorati a-di-con Milano

  1. Sono nata e cresciuta in zona Porta Vittoria. Arrivavo in Duomo con una bella camminata di un quarto d’ora al ritmo sostenuto della giovinezza e mi rifugiavo volentieri nel reticolo di quelle strade. Il tuo post mi ha ricordato la Milano che vedevo allora…
    Da anni Milano non è più bella ai miei occhi, trascurata e degradata in centro e in periferia, con una viabilità difficile e parcheggi da incubo. Ricordo che già anni fa, prima che i miei lasciassero la casa in cui sono nata, impiegavo più di mezz’ora per trovare un parcheggio in zona e la situazione da allora è solo peggiorata anche per i residenti. Anche i Navigli che un tempo erano affascinanti ora sono per la maggior parte dell’anno un lungo canale secco pieno di detriti che non è stato valorizzato secondo l’esempio di altre città europee, come avevano ventilato amministrazioni illuminate di alcuni decenni fa. Io amo Milano nostalgicamente ma non tornerei a viverci neppure sotto tortura, e quando mi ritrovo in Centro -come la scorsa settimana per la mostra di Warhol a Palazzo Reale- torno a Monza con una sensazione di scampato pericolo. Ma da milanese ti ringrazio per questo scorcio della bella Milano che ho perso…

    • Io ho vissuto Milano nei miei anni universitari, fine ’90 primi 2000. Non è stato facile “accettarla”, così diversa dal mio ideale (molto romantico) di città. Ma poi ho imparato lentamente ad apprezzarla, ad amarla. Sicuramente quell’amore di cui parlo mi ha aiutata a vederla più bella, ma anche Milano si è lasciata scoprire ed oggi mi manca molto.
      Se avessi il paragone con gli anni che hai vissuto tu forse rimpiangerei anch’io tutto quello che si è perso… Siamo legati ai nostri luoghi per come li abbiamo conosciuti e i cambiamenti tolgono sempre qualcosa. Arrivare a Porta Garibaldi e trovarla così diversa, con tutti quei negozi, non mi è piaciuto per niente (a parte la libreria in cui aggirarmi per ore, ovvio!). Il degrado però è tutt’altra cosa, un crimine e dei più gravi, secondo me. Magari l’occasione dell’Expo porterà qualcosa di buono, ma sono un po’ scettica, soprattutto perché ciò che sembra buono a me non assomiglia mai al bello degli altri…
      Un bacione e buona serata.
      PS: io sono nata a Monza, ma poi ho vissuto lì vicino.

  2. Ho letto adesso questo post su Milano, mi ha incuriosito perché da tempo penso di pubblicare un post sulla bruttezza di Milano, e sono interessata a capire cosa ci vedono di positivo le persone che la amano.
    Da sempre vivo in provincia di Milano, ma solo da 13 anni la frequento assiduamente per lavoro, e ogni mattina mi sforzo di vedere il lato positivo, che ancora non ho trovato… :DDD

  3. Pingback: Esercizi di positività su Milano | Aura di luna

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