Radici

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Qui, da qualche parte, tra questi uomini dall’aria fiera e soddisfatta, si nasconde il mio trisavolo Angelo. E tra i bambini il mio bisnonno Alfredo, classe 1897. Forse il bisnonno potrei riconoscerlo, perché ho delle altre fotografie che lo ritraggono, sebbene da giovane o da adulto. Del mio trisavolo invece non ho nulla, soltanto il nome.

Un tempo fare una fotografia era un lusso, o comunque qualcosa di molto meno immediato che per noi. Nessuno possedeva una macchina fotografica e per fissare la propria immagine bisognava recarsi allo studio di un fotografo. Spesso era necessario persino spostarsi, in una piccola cittadina non troppo distante, perché nei paesi di una volta il fotografo non c’era. E anche spostarsi era sempre un’avventura, perché i nostri nonni non avevano certo l’automobile e dovevano muoversi coi mezzi: treni, tram, corriere varie.

I miei lontani parenti andavano a Monza o a Seregno. Si preparavano al mattino, lavandosi, pettinandosi e lustrandosi per indossare il vestito buono, e con tutta la famiglia partivano. Fare la fotografia non nasceva solo dalla necessità di rinnovare un documento o di immortalare la propria immagine in tempo per varcare la soglia di questo mondo; era anche una sorta di status symbol. Ne ho alcune incredibili in cui mia nonna, il suo fratellino e i suoi genitori sembrano un quadro. In altri casi a spostarsi era invece il fotografo, che come un girovago portava in giro i suoi misteriosi arnesi in una grande valigia.

L’immagine in alto è tratta dalla pagina di un libro, la pagina 181. Non so che libro sia, credo un testo sullo stile degli annali delle associazioni, in questo caso le associazioni di mutuo soccorso nate alla fine dell’Ottocento. Sulla grande insegna che campeggia tra gli operai si legge un po’ a fatica: “… e Resistenza con Cassa Mutua Lavoranti Muratori di Milano. Sezione di Nova”. Alla pagina seguente una breve storia della sezione:

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Una rapida ricerca in internet mi ha consentito di trovare il testo esatto del manifesto: “Società di miglioramento e resistenza con cassa mutua fra i lavoranti muratori di Milano”, e forse anche il titolo del libro da cui proviene la pagina che ho fotografato. Doveva essere una delle organizzazioni mutualistiche e sindacali dei lavoratori dell’Alto Milanese.

Dai racconti della mamma e della nonna so che il bisnonno Alfredo (che in verità si chiamava Giovanni e da dove sia saltato fuori Alfredo non è noto…) era poi stato tra i soci fondatori della sezione desiana del Partito Socialista Italiano. Da qualche parte c’è un ritaglio di giornale che testimonia il fatto.

Guardo le poche fotografie che mia mamma ha sapientemente conservato e mi accorgo che, dopo avere passato tutta la giovinezza a cercare di liberarmi dalla catena troppo stretta dei legami di sangue, mi ritrovo inaspettatamente a cercare le mie radici. Forse da quando mia nonna mi ha chiamata Carla, oppure non lo so; ma da un po’ avverto la necessità di cercare dietro di me, nel passato che mi ha portata qui: in questa porzione di universo, in questo spazio di tempo. Viste le idee a cui sono lentamente approdata, sapere che, in quegli anni difficili ma densi di voglia di progredire e migliorare, i miei antenati fossero stati tra i protagonisti mi restituisce un senso, il senso di un legame, di una catena che, anello dopo anello, costruisce una storia. La storia di cui anch’io faccio parte.

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7 commenti

Archiviato in Storie di famiglia

7 risposte a “Radici

  1. Che belle le immagini del passato,
    E sai Tiptoe, avendo esperienze di ricerche sugli antenati, da quel che leggo credo davvero che se facessi delle ricerche di archivio troveresti tante notizie interessanti, ne sono sicura.
    Un abbraccio a te carissima, mi è piaciuto tanto questo post sulla storia di famiglia!

    • Qualcosa ho iniziato a cercare, ma il primo parroco mi ha già dato buca (che nervoso!); e soprattutto, avendo cambiato provincia per amore, non abito più vicino ai comuni storici della mia famiglia e così tutto procede un po’ a rilento. Mi sto divertendo molto, però!
      Ricambio l’abbraccio…

  2. Anche io sto cercando di ricostruìre alcune storie di famiglia! Purtroppo la guerra ha cancellato moltissimi ricordi ma è bello unire i tasseli per quanto possibile. 🙂

  3. Pingback: La credenza della nonna Cecilia | tiptoe to my room

  4. Eccole qui le tue radici leggendarie…
    Bellissimo post, bella anche la foto! 🙂
    Un abbraccio

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