Sguardi dall’infanzia 5: la nota.

Purtroppo sono figlia di un’insegnante e pertanto sono stata addestrata, fin da quando andavo ancora all’asilo, a considerare la scuola come l’unica cosa importante. Fare tutti i compiti in modo sempre puntuale e perfetto, comportarmi bene ed essere senza possibilità d’errore la più brava erano un imperativo unico, al quale ho imparato a sottrarmi con titanica fatica solo al liceo.

Siccome non riuscivo neanche a immaginare di potermi un giorno ribellare, tutto procedeva per il meglio, secondo i piani della mamma, ed io potevo stare tranquilla e al caldo nella mia bella e spensierata infanzia. Fino a quando un giorno accadde qualcosa di inaspettato, di incalcolato, di totalmente fuori dal mio controllo che rischiava di rovinarmi per sempre.

Durante una normalissima lezione di terza elementare, bussarono alla porta e la mia maestra si alzò per parlare con l’insegnante che si era affacciata. Noi non sapevamo naturalmente di cosa stessero discutendo, sapevamo solo che la lezione era momentaneamente sospesa e, sebbene la maestra non si fosse allontanata ma rimaneva sull’uscio a guardarci mentre parlava, pensammo ingenuamente di poter fare quello che più ci pareva e piaceva… Finita la discussione, la maestra rientrò e si arrabbiò così tanto per il nostro inqualificabile comportamento che ci diede una nota di classe. A quei tempi la nota erano cazzi amari (anche oggi in verità, ma oggi sono cazzi amari per l’insegnante) ed io, che mai mi sarei sognata di trovarmi in quella tragica situazione, ero terrorizzata.

Tornata a casa – pavida – non dissi nulla e pensai a come uscire da quell’impasse senza riportare danni… l’unica cosa che potevo fare era firmarla io. La firma della mamma era però troppo difficile da falsificare e allora pensai bene di fare quella del papà, che la maestra non aveva mai visto e quindi non poteva esserci alcuno scomodo confronto.

Il giorno seguente, quando arrivò il mio turno, mi presentai alla cattedra con il diario ed esibii il mio primo capolavoro da falsaria, con il cuore che si sentiva fino a Pechino talmente batteva forte. La maestra lì per lì non chiese nulla, ma all’uscita fermò la mamma e le disse della nota, che aveva firmato suo marito ma anche lei sicuramente ne era al corrente… Io non so come si guardarono, forse con una strana complice intesa che le legava nel loro infame lavoro più di quanto legasse me alla mia genitrice. Ricordo solo che, una volta a casa, la mamma mi chiese chi mai avesse firmato quella nota… ed io non rispondevo. La mamma me lo chiese una seconda volta ed io dissi pianissimo: “Una bambina…”. A quel punto la mamma applicò senza esitare (e senza pietà) la sua solita strategia del terrore, dicendomi che avevo fatto una cosa gravissima, che per una firma falsa si poteva finire addirittura in prigione!

Un anno dopo, mentre camminavo verso la scuola e dall’esterno potevo sembrare una brava bambina qualunque, io pensavo alla nota e alla firma falsa, e mi domandavo quando i carabinieri sarebbero venuti a prendermi, perché tanto era sicuro che lo sapevano, dovevano essere già sulle mie tracce… era solo questione di tempo.

Annunci

9 commenti

Archiviato in Ritorni

9 risposte a “Sguardi dall’infanzia 5: la nota.

  1. Tip toe questo tuo ricordo è fantastico, innanzi tutto per come è scritto ma anche poi per i ricordi che mi hai fatto venire in mente. Una volta ho falsificato anch’io la firma dei miei. Di mio padre, alle medie. Una volta sola però l’ho fatto e oggi lo ricordo come una cosa che potevo evitare ma anche con il sorriso. Quella sera non potevo evitarlo! Io non fui mai scoperta altrimenti forse non ero qui a scrivere 🙂 Buona domenica Tiptoe.

  2. Che bel post, e che ricordi!
    In effetti le note erano un problema, adesso è tutto cambiato.
    E i nostri genitori erano più severi, è vero? Meno male che poi le autorità ti hanno graziata 🙂
    Un bacione!

  3. Se sei qui vuol dire che hai pagato il tuo debito con la società oppure che non sono riusciti a trovarti. Anche io avevo una mamma molto severa, credo che delle mie figlie una qualche firma l’abbia falsificata e l’altra mai…si vede che non le ho terrorizzate con lo stesso criterio 😉

    Ps. Mi piacerebbe poter ricevere le notifiche dei tuoi post via mail, mi arrivano sul reader ma non sempre lo apro, però non ho trovato la casella per l’iscrizione. Buona serata

    • Penso sempre che i miei figli (eventuali, visto che al momento ne sono sprovvista…) saranno figli di figli di insegnante e quindi non dovrebbero avere i miei stessi problemi, sebbene sia io sia il mio compagno siamo dei prof. Poi… chi lo sa? Fare i genitori è di sicuro il mestiere più difficile del mondo!
      PS: in effetti non avevo messo una casella d’iscrizione… Ho rimediato anche se il risultato estetico mi convince poco. In ogni caso credo che debba essere tu a dire al “signor WordPress” che vuoi ricevere l’avviso dei nuovi post via mail…
      Buona serata anche a te.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...