Genova e le sue storie

Genova, Piazza dei Truogoli di Santa Brigida

Genova, Piazza dei Truogoli di Santa Brigida

Certe città hanno il potere di stupirti, come certi libri. Ma quando libri e città si ritrovano insieme, ecco che tutto può accadere, tutto ciò che certe anime vaghe e sognanti attendono in silenzio…

Certe città sembrano chiamarci, sembrano parlare di noi, anche se non le abbiamo vissute, non ci siamo nati, né contengono una piccola parte delle nostre radici. A me è capitato con Genova, dove sono stata per la prima volta a vent’anni, per una gita di Pasquetta. Genova non è una di quelle città – come Roma, Firenze o Venezia – di cui vengono decantate le bellezze in tutto il mondo, e per questo non mi aspettavo molto da quella giornata se non l’emozione di rivedere il mare. Invece, dai primi passi per il centro storico, qualcosa di inatteso mi ha sorpresa e poi ha accompagnata per tutto il giorno, fino all’indimenticabile focaccia gustata sui gradini di San Matteo a tarda sera… Ritornarci a distanza di qualche anno è stato rivivere la stessa emozione, che ancora non mi abbandona ogni volta che ci penso…

Anche certi libri sembrano chiamarci… ci ammiccano dalle bancarelle, senza farsi notare dagli altri passanti, e sono i libri più insidiosi, quelli a cui non si può proprio dire di no. Quelli che se sono lì, su quella bancarella lì, proprio in quel momento lì in cui passi tu e li adocchi in mezzo a tutti gli altri, vuol dire che è il loro momento, e tu non puoi negarglielo. Mi è successo con un libro che cercavo da tempo, finito addirittura fuori stampa e che pensavo non avrei mai trovato. Ero a Genova, in piazza dei Truogoli di Santa Brigida, alla ricerca di una libreria dal nome fascinosissimo: “Finisterre”. Mi guardo intorno – subito catturata da quell’angolino di quiete tra la folla e la vita di via Pré – ma la mia libreria quasi non si vede, perché è chiusa.

Delusa, torno verso via Pré, e proprio lì, sull’angolo, come per magia appare un altro luogo inaspettato, un’altra libreria, dal nome ancora più evocativo: “Books in the casbah”, che in poche parole racchiude tutte i vicoli e i colori di Genova… La magia però non scompare subito, perché appena uscita, con tutti i mie libri nel sacchetto, convinta che non avrei potuto desiderare di meglio, con la coda dell’occhio l’ho notato: lì, insieme ad altri esattamente uguali a lui, all’entrata della libreria su un banchetto che prima non avevo nemmeno degnato di uno sguardo. Ero incredula, trasognata. Ma Genova stupisce, si sa, e allora sono subito rientrata per chiedere la mia copia: Genova e le sue storie, di Giuseppe Marcenaro. Quando me l’ha dato il libraio – forse per il sorriso raggiantissimo che non riuscivo a trattenere, o forse perché era sinceramente contento di vendere quel libro – non ha potuto fare a meno di raccontarmi che l’autore abita proprio sopra la libreria. L’autore del testo che avevo tanto cercato era ad un passo da me, mentre io vagavo ignara tra gli scaffali… d’altra parte quando Genova decide di stupirti, lo fa in grande stile.

Raccontiamole, allora, queste storie di Genova raccolte nel testo di Marcenaro. In poco più di duecento pagine se ne nascondono moltissime, dai contorni a volte strani, quasi surreali, altre volte misteriosi o, al contrario, divertenti. I personaggi e gli scenari coinvolti sono anch’essi numerosi. Io come al solito, malata di letteratura, mi dirigo subito tra i “luoghi-poesia”, dove, magari solo per qualche rapidissimo istante, si è affacciato per sbaglio Eugenio Montale, o Paul Valéry, o Ugo Foscolo si è messo come suo solito nei guai corteggiando qualche bella donna… meglio allora seguire Camillo Sbarbaro in Piazza Sarzano, dove il timido poeta dei Trucioli ha immaginato di incontrare Dino Campana e di sedersi con lui ad un’osteria a parlare di poesia. Mi sposto in via Balbi, “una delle più belle strade del mondo” secondo un viaggiatore per nulla qualunque come Stendhal, e proseguo fino alla bella Albaro, a Villa Saluzzo, dove nel 1822 approdarono il romantico Lord Byron e la tristissima Mary Shelley, di ritorno dalla vacanza a Lerici che le strappò per sempre il suo amato Percy Bysshe…

Nonostante la predilezione per le storie dei poeti, questo libro mi ha lasciata senza fiato anche per le vicende di personaggi storici, alcuni anche molto noti, come Rosa Luxenburg, che in incognito nella Superba litigava per lettera con Lenin, leggeva articoli di Trotzkij che non gradiva, correggeva bozze e malediceva “questa troia di una posta che non consegna tempestivamente le lettere”! Più raffinata forse, ma molto meno fortunata, la povera duchessa di Galliera, Maria Brignole Sale, che desiderava tanto un erede degno di lei, ma il primo figlio le fu strappato prematuramente da una malattia contratta a Parigi, e il secondo nel 1871 se lo ritrovò sulle barricate della Comune, a lottare con i comunardi seguendo le idee di Marx, Proudhon e Bakunin…

Lasciamo la duchessa in santa pace e risolleviamoci il morale con la storia più curiosa che abbia sentito, quella del pappagallo Gattagà, che, dopo essere passato di padrone e in padrone ed avere allietato i caruggi dove ha abitato, ebbe l’onore di essere sepolto a Staglieno, dove la sua ultima padrona, Ersilia Lazzeri, ottenne il permesso di inumarlo nella tomba di famiglia. Presa per pazza e commiserata, la dolce Ersilia raccolse il pappagallo dalle penne color turchese in una scatola per fiori, con un nastro viola di seta. Proprio quella mattina si verificava a Genova un fenomeno che non accadeva da oltre cent’anni: un’eclisse totale di sole. Si dice che anche gli angeli di marmo del camposanto piegarono le ali per il freddo…

Storie simili o dai contorni magici ogni tanto si verificano ancora, a Genova… Quel lontano pomeriggio di agosto, prima di andare alla ricerca dei miei libri a Santa Brigida, ero in piena “Nietzsche terapia”. Il filosofo finito pazzo ha trascorso un lungo periodo tra il Golfo del Tigullio e la Costa Azzurra, dove sotto il bel villaggio medievale di Eze c’è un sentiero che lo ricorda. Naturalmente la città di Genova non poteva mancare tra le tappe liguri di Nietzsche e il libro di Marcenaro gli dedica un intero capitolo, parlando del legame tra la città e le sue opere. Quel pomeriggio immaginavo di acquistare l’Aurora, testo composto a Ruta di Camogli. E mentre mi domandavo se l’avrei trovato, l’occhio mi è scivolato sui libri presenti nella casa di Boccadasse in cui alloggiavo, e si è fermato su un titolo: Morgenröte, in italiano l’Aurora. Il testo di Nietzsche che volevo, che in quel momento stavo sognando di comprare, era apparso magicamente al mio fianco… Genova e le sue storie…

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11 risposte a “Genova e le sue storie

  1. Brava Tiptoe, che bel post hai scritto.
    Le storie di Genova sono affascinanti, sì. E Giuseppe Marcenaro ha scritto bellissimi libri, hai letto quello sui cimiteri? E’ un bel modo di narrare il suo, mi piace molto.
    Non ho letto questo libro ma vedo che ti ha accompagnato piacevolmente in luoghi a me molto cari.
    Un bacione!

  2. E’ il genere di libro che piace anche a me..
    La tua giornata sembra la pagina di un racconto, in genere avvenimenti così belli sono solo fantasie..
    Julia

  3. Hai parlato di una città che un tempo non amavo. Non mi piaceva. Ma il motivo era solo che non la conoscevo poi, grazie alla Miss, ho potuto conoscerla meglio e apprezzarla davvero e anche tanto. La sua storia, i suoi colori, i suoi sentimenti… e tu oggi, sei stata bravissima Tipitoe, davvero. Hai raccontato questa città in modo bellissimo facendo crescere la voglia di andare avanti nella lettura. E il sentimento, l’hai messo anche tu in queste righe. Complimenti. Un bacione grande.

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