L’educazione musicale

Jesse e Celine in una scena del film "Before sunrise" (1995)

Jesse (E. Hawke) e Celine (J. Delpy) in una scena del film di R. Linklater “Before sunrise” (1995)

“Se vuoi ti faccio una cassettina…”.

Dio mio, quant’erano irritanti quando si preoccupavano della nostra educazione musicale! Con quell’aria saccente, paternalistica quasi, di chi ha già vissuto tre o quattro volte e sì che ne ha accumulata di esperienza, ne ha da vendere. Ma a noi erano disposti a regalarla… I fidanzati però erano davvero una gran cosa, altro che i mariti! Ci avranno fatte piangere, trepidare, soffrire, ma almeno qualcosa hanno lasciato… la loro musica innanzitutto.

Ogni fidanzato era nuova scoperta: non solo umana, non solo fisica, ma anche intellettuale… a volte. Non tutte, certo. C’erano quelli che quando ti domandi come hai fatto non tanto ad andarci a letto, quanto ad immaginarti con loro per tutto il resto della vita, ti vengono i brividi. Ma eravamo giovani, sognatrici, ottimiste… va beh: non è questo il momento. Dicevo… ogni fidanzato era una nuova avventura musicale.

Chi ha fatto il liceo negli anni Novanta ha comunque avuto fortuna, musicalmente parlando; voglio dire: in quegli anni è esploso il grunge. In quegli anni si sentivano ancora gli esiti più interessanti dell’alternative, c’erano gli Smashing Pumpkins cacchio! Ma non sempre era facile districarsi in quell’universo a volte nebuloso… e allora c’era lui: il ragazzo che ti piaceva, quello che se volevi avvicinarlo dovevi conoscerne la lingua. A volte bastava leggergli la maglietta; altre volte era fondamentale sapere da che parte stava nella querelle Blur – Oasis. In ogni caso bisognava accettarne i preziosi consigli… e allora vada per il paternalismo, lasciamogli credere che abbiamo bisogno della sua guida e iniziamo a farci notare.

E così, a furia di innamoramenti storie e rotture, i nostri orizzonti musicali si sono ampliati. All’inizio mi sono ritrovata i Metallica; poi una serie indistinta di gruppi album canzoni tipo Never mind, Timoria e Stairway to heaven; infine lo Ska. All’università è poi giunto il meglio, quella musica solo un po’ più “colta” che ti fa sentire già un intenditore, come Guccini, De Andrè e quell’angelo caduto di Jeff Buckley.

Oggi le prospettive musicali sono in continuo movimento ed è sempre bello inseguirle, mettersi sulle loro tracce, ma forse un po’ meno avventuroso… meno avventuroso di quando – senza YouTube, senza MP3, senza eMule – si imparava “improvvisando”, a volte un po’ per caso, di sicuro più lentamente. Quando non si poteva avere subito una canzone appena sentita, e magari passavano giorni o addirittura settimane prima di riuscire a scoprirne il titolo. A parte i soliti figli di papà che ci sono in tutte le epoche, noi non potevamo avere ogni cd di gruppi e cantanti preferiti; dovevamo scovare chi tra di noi ne possedeva uno che ci piaceva e registrarlo. E la qualità audio delle nostre “cassettine” oggi suonerebbe un po’ imbarazzante…

Ma a me piace riascoltarle ogni tanto, respirare l’aria di quei giorni, provare piacere a dovermi alzare per raggiungere lo stereo e attendere di tirare indietro il nastro per riascoltare dieci volte la stessa canzone. Poi spegnere, risistemare il computer sulle ginocchia e ricominciare da YouTube…

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4 commenti

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4 risposte a “L’educazione musicale

  1. Che bello questo post! Ah, io il liceo l’ho fatto molto prima di te 😉
    Ed ero bravissima a riparare le cassettine con lo scotch, le ho ancora tutte, manco a dirlo!
    Un bacione Tiptoe!

    • …e a recuperare il nastro senza strapparlo quando il registratore se lo mangiava! E a riavvolgerlo con grande cautela e destrezza con la penna Bic… se lo dico ai miei alunni non ci credono!!
      Un abbraccio.
      Tiptoe

  2. Io non saprei neppure dove riascoltarle e poi le mie hanno l’età di quelle di Miss Fletcher 😉 Mi ricordo che per recuperare quel tal pezzo mi appostavo ore ad aspettare che passasse in radio per registrarlo, altro che alta definizione…

    • Anch’io a volte lo facevo, ma la mia generazione è quella del registratore “bi-cassette”: io l’ho avuto a quindici anni e alle medie andavo dalle mie amiche per registrare… bei tempi!
      Un bacione.

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