Luni

Luni, Casa dei mosaici, III-IV sec. d.C. (Ortonovo, SP)

Sito archeologico di Luni, Casa dei mosaici, III-IV sec. d.C. (Ortonovo, SP)

Distesa sull’estremo lembo orientale della Liguria, Luni rappresenta l’archetipo della gloria effimera. La città conobbe un grande splendore, durato per secoli, che si concretizzò nello sviluppo delle strade e dei monumenti e nella ricchezza delle decorazioni che ornavano gli edifici. Poeti e scrittori latini la ricordano nelle loro opere e persino Dante e Petrarca ne cantarono la passata grandezza. Il particolare e suggestivo toponimo “Luna” richiama l’immagine arcuata, a falce di luna, di un portus lunae esistente ancora prima della colonia romana fondata nel 177 a.C. Alcuni tuttavia lo sovrappongono al golfo della Spezia.

Della Piana di Luni sono oggi visibili scarsissimi resti, quali: parte delle fondamenta delle mura e dell’ampia piazza rettangolare del foro, i ruderi del tempio dedicato alla triade capitolina e della basilica civile, i resti di due ampie domus (la “casa degli affreschi” e la “casa dei mosaici”). Ma il monumento che fra tutti esibisce ancora il passato splendore è il grande anfiteatro (purtroppo non integro), costruito nel II sec. d. C. fuori dalle mura. Ancora ben conservata, l’ampia arena ellittica era formata da due anelli concentrici, dei quali oggi si possono percorrere corridoi, celle, ambulacri, scale e gradinate. Sono resti superbi, che stridono con il paesaggio circostante, povero e dimesso. Molte pietre, i mosaici e le statue, sottratti all’erosione degli eventi atmosferici, riposano in un museo.

La decadenza di Luni risale al graduale interramento del porto, causato dai detriti del fiume Magra che trasformarono la zona lagunare della foce in un ampio acquitrino malarico. Tuttavia, due importanti realtà si ostinavano a contrastare la crisi incombente: la strada e la presenza di un vescovo. Costruita su un tracciato viario ortogonale, Luni era infatti attraversata dalla via Aemilia Scauri (in continuazione dell’Aurelia), che entrava dalla porta orientale e costituiva il decumano massimo della città. Questa stessa strada nel tratto che collegava Luni a Parma, lungo la bassa val di Magra e il passo della Cisa, assunse nel Medioevo una grandissima importanza, divenendo un tratto di quella via Francigena che consentiva ai pellegrini d’Europa di raggiungere Roma e la Terrasanta. La presenza di un vescovo e di una basilica contribuirono probabilmente a fare della città una tappa importante per i pellegrini che percorrevano la Francigena e che trovavano nel vicino porto fluviale di San Maurizio e nei borghi di Lerici e Portovenere altrettanti approdi per continuare il viaggio via mare.

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3 commenti

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3 risposte a “Luni

  1. Luni, che ricordi! Ci sono stata secoli fa!
    Grazie della tua visita al mio blog e del tuo commento.
    Sei ligure anche tu 🙂 ?

  2. Pingback: Nicola | tiptoe to my room

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