La cugina Carla

Lunedì sono stata a pranzo dai miei genitori, che non vedevo dal giorno di Natale. Tornare nella cittadina dove ho vissuto non mi dà emozioni. Tornare a casa invece è diventato inaspettatamente accogliente: rivedere i miei genitori, mio fratello e soprattutto mia nonna, e godermela un po’ finché sarà possibile… Lunedì mia nonna mi ha chiamata Carla.

Naturalmente non mi chiamo Carla, altrimenti non ci sarebbe nulla di sorprendente. Ma non devo comunque sorprendermi: la nonna ha ormai ottantotto anni ed è normale qualche inciampo di memoria… Ma questa cosa che abbia sbagliato il mio nome – diventata subito la presa in giro ufficiale del pranzo – mi disturba un po’… Chi è Carla? Dove ha preso, mia nonna, questo nome orribile? Carla… che suono orrendo, goffo, rozzo! Tutto riassunto in quella durissima “c” iniziale da cui sbrodolano le altre inutili lettere. Non poteva almeno pescare qualcosa di meglio? Un po’ più assonante col mio vero nome o anche del tutto diverso ma non Carla, vi prego!

Carla è il classico nome di un secolo fa. La generazione dei miei genitori si porta ancora appiccicati addosso simili nomi: Franco, Lina, Pina, Pinuccia, Modesto, Modestino… con i quali noi bambini sentivamo già una fastidiosa stonatura, noi che ci chiamavamo Marco, Francesca e Laura. Al di là del nome (anche se i nomi per me che amo le belle parole sono importanti) vorrei sapere chi è – o chi era – questa Carla, la figura sconosciuta a cui sono stata sovrapposta, con cui mia nonna mi ha confusa.

Cerco nella memoria, un po’ alla rinfusa… spolvero storie luoghi nomi, ma niente. Frugo tra gli scatoloni, sugli scaffali del passato: niente anche qui. Carla non c’è, non la trovo da nessuna parte. Conoscendo mia nonna, dev’essere per forza una parente. Inizio a vagare tra la geografia di famiglia, non devo neanche allontanarmi troppo: Milano, Nova, Pavia… ma Carla non risulta registrata da nessuna parte. Allora cedo e chiamo mia madre. Certo, avrei preferito trovarla da sola, in qualche angolo remoto di passato, sullo sfondo di un aneddoto che appartiene anche a me, ma sembra davvero che la nonna l’abbia chiusa a chiave da qualche parte, questa Carla.

E così, dopo vane ricerche tra ricordi appannati, scopro al telefono che la misteriosa Carla era la cugina prediletta di mia nonna, la cugina giovane. Proveniva dal parentado della cascina Valera, dove all’epoca si andava a piedi, attraverso i campi e i fili del telefono, sotto il nostro cielo lombardo, già allora colore di lamiera. La cugina Carla era stata in un certo senso adottata dalla mia bisnonna, perché andava ad imparare a far la sarta lì vicino e quindi girava spesso per casa. Mia madre dice anche che era molto bella, la cugina Carla, e secondo lei la nonna ha scambiato la mia figura con la sua perché un po’ la richiamo, ma forse solo nei lunghi capelli scuri… Pare, inoltre, che quello che sarebbe poi diventato il sindaco del paese fosse pazzo di lei, ma la zia Carla (sto iniziando a conoscerla e a volerle un po’ di bene…) non l’ha voluto, sebbene fosse ricco. Disperazione di sua madre! Ma che ci volete fare? La cugina Carla – donna emancipata ante litteram – non voleva sposarsi troppo giovane. Tempo dopo sposò per amore un impiegato di Monza, dove ora vive.

Di tutta questa vicenda, di questi affetti familiari riaffiorati senza preavviso, io non sapevo nulla, sebbene la nonna mi abbia sempre raccontato le storie di famiglia. In ogni caso sapere di essere entrata in qualche modo, per una strana porta secondaria, anche nei suoi ricordi più lontani mi rende felice. E il nome Carla oggi risuona di una musica dolce, con quelle due “a” luminosissime, spalancate verso la vita dalla “c” del forte carattere della cugina Carla.

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5 commenti

Archiviato in Storie di famiglia

5 risposte a “La cugina Carla

  1. Rimpiango le chiacchierate con la nonna…all’epoca ero troppo piccola per capire che un giorno avrei voluto aver approfondito di più. Immagazzina tutto!

  2. Milena

    Il tuo racconto mi è piaciuto perchè proteso verso la ricerca di un passato a te sconosciuto che piano piano ha preso forma. Il nome proprio di persona Carla, all’inizio anonimo ed insignificante, si è riempito di spessore, colore, carattere. Dietro ad ogni nome c’è una storia, basta avere voglia di cercarla.
    P66

  3. Pingback: Radici | tiptoe to my room

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