Bianche elezioni

La giornata di uno scrutatore inizia con la pioggia; questa volta con la neve. Buon segno, poiché il maltempo di solito scoraggia gli elettori di destra, meno convinti, meno battaglieri di quelli di sinistra. Nella mia vita elettorale non era mai capitata un’elezione con la neve e nemmeno nella storia della Repubblica. D’altra parte febbraio non è per tradizione un mese “politico”. Quest’anno invece, dalle dimissioni di Benedetto XVI alla campagna elettorale, ci ha allestito scenari inconsueti.

Dalla finestra guardo il paese imbiancato e ripercorro l’ultimo periodo… La fine del quadrimestre per un’insegnante è sempre una fase densa, una corsa affannosa per riuscire a completare il lavoro e a preparare gli scrutini. Si fatica a guardarsi intorno. Si arriva a casa stanchi e, con la testa, non si smette di lavorare. Gli avvenimenti di questi mesi sono però talmente borderline che non riescono proprio a non farsi notare. Dopo le dimissioni del pontefice, che hanno oscurato almeno per un giorno la “caccia al voto”, le dimissioni di Giannino: d’altra parte quando a smentirti è il Mago Zurlì non hai più credibilità, nemmeno con tua mamma… Continui però ad averne se, recuperata qualche vagonata di Euro dal tuo patrimonio, invii agli elettori moduli fac-simile per il rimborso dell’IMU, da richiedere naturalmente a voto elargito… E mentre sulla Russia cadono asteroidi, in Italia piovono scandali: da Finmeccanica al Monte dei Paschi di Siena anche il “reparto corruzione” non si è fatto mancare niente, ma la colpa è del tribunale che ha avviato le indagini e non di chi paga le tangenti…

Intanto la neve continua a cadere, lenta e impassibile, sulle nostre miserie… che continuiamo a ritenere tali non per causa nostra, ma del governo o – come si dice oggi – della “casta”. Chissà però chi l’ha scelto questo malgoverno… La nevrosi collettiva si fa schizofrenia quando, sentendosi perseguitata, non sa più riconoscersi, riflettere su di sé.

Passa un giorno ed arrivano le prime indiscrezioni, exit poll, proiezioni… fino ai risultati: anche questa volta gli italiani si dimostrano incapaci di scegliere. Un mio alunno di prima media alla domanda “Cosa vuol dire coscienza politica?” ha risposto: “Sapere da che parte stare”. La maggior parte degli adulti in Italia non lo sa o – peggio – non se lo domanda. Chi ha vinto allora queste elezioni? La destra? La sinistra? L’antipolitica? No: ha vinto l’ignoranza; hanno vinto gli “imbonitori”: uno che ti promette che se lo voti ti ridà i soldi dell’IMU, l’altro che raduna le folle al grido di “Fuori dalle palle!” ma non propone niente.

In democrazia ogni popolo ha la classe dirigente che si merita, quella che lo rappresenta, lo rispecchia. E anche questa volta, purtroppo, sarà lo stesso.

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