Stelle cadenti

Avevo pensato di aprire la sezione dei pensieri con l’inaspettata stella cadente di qualche giorno fa… Erano le 7 del mattino e stavo guidando lungo una delle strade che costeggiano l’aeroporto, quando all’improvviso e fulminea è apparsa (e subito scomparsa) lei. “Un ottimo modo di iniziare la giornata”, pensai… ed ho romanticamente espresso il mio desiderio. Ma siccome l’età dei sogni è irreparabilmente finita (anche di quelli realizzati), la giornata si è subito tramutata in un susseguirsi patetico e penoso di tristi avvenimenti e allora inauguro questa sezione proprio con quanto accaduto soltanto due ore dopo nella scuola dove – mio malgrado – insegno quest’anno.

Durante la seconda ora, mentre spiego noiosamente geografia, si sente un po’ di trambusto in corridoio e gli alunni mi dicono che bisogna andare… “Dove?”, chiedo io che, in quanto precaria, non vengo mai avvisata di nulla; e i ragazzi rispondono che si deve andare in Aula Magna perchè loro devono suonare i canti di Natale. E allora partiamo alla volta dell’Aula Magna, flauti e spirito natalizio alla mano. Sulle scale incontro la collega (guarda un po’!) di religione, che mi dice di entrare e di chiedere al collega di musica. Proseguiamo e indovinate un po’ chi ci attende sorridente sulla soglia dell’aula? Il prete, tutto bardato a festa, che sorride agli innocenti e stringe le mani ai docenti… Quando finalmente tutte le classi si sono accomodate, prima che si apra ufficialmente il concertino, la prof. di religione ha la sua precisazione da fare… eh sì, perchè seduti e festanti in attesa di ricevere nient’altro che la benedizione natalizia (che da sentenza del tribunale dovrebbe essere consentita solo alla fine dell’orario scolastico) ci sono anche loro: i ragazzini stranieri, di tutti i colori e di tutte le (altre) religioni. Naturalmente la Chiesa cattolica accetta tutti, anche gli infedeli, l’importante è che i genitori lo sappiano, che sappiano che i bambini non sono stati obbligati da nessuno ad essere lì, ma è stata una loro, personale, spontanea scelta. In caso contrario c’è un’auletta non lontana che li attende, in cui attendere in silenzio che i compagni facciano sentire quanto hanno imparato nelle ore di musica.

Questa oggi è la scuola pubblica italiana, luogo di incontro e confronto culturale, di scambio di idee e libere opinioni. Un luogo in cui crescere e formare in piena autonomia la propria coscienza ed umanità. Un luogo in cui lavorare in modo sereno e libero da vincoli di alcun genere. E buon Natale a tutti quanti.

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