La mia più grande impresa scolastica

Oggi voglio raccontare la mia più grande impresa scolastica, di quelle salvaculo prima ancora che arrivi maggio e bisogna inventarsi qualcosa per evitare l’irreparabile.

Anno 1997, quinta liceo scientifico. L’anno in cui tutti, compresi i fancazzo storici, sono angosciati dall’esame fin dal primo giorno e, come mai avevano minimamente immaginato di poter fare in vita loro, studiano. Io no, e allora vai con l’arte dell’arrangio, sperimentata con successo e ormai collaudata durante tutti gli anni precedenti. Ma quell’anno fu ancora più irresponsabile e mia madre doveva averlo usmato già dal 12 settembre, quando mi disse che il libro di storia nemmeno me l’avrebbe comprato, visto che non mi sarebbe servito (mi comprò però il bigino, con la speranza – totalmente vana – che almeno fingessi di fare qualcosa). Per l’appunto la questione riguarda storia, anzi no: filosofia, ma in seguito capirete che in fondo per me non cambiava poi molto…

Gennaio, rientro dalle agognate vacanze natalizie. La Fac (insegnante sadica di filosofia e storia) entra in classe portando subito via i nostri sorrisi e pensieri felici e fottendoci anche le illusioni quando annuncia che faremo un’esercitazione (chiamarla verifica come tutti gli altri a lei doveva sembrare banale…) sui Discorsi alla nazione tedesca di Fichte, da leggere durante le vacanze (particolare fondamentale per capire il seguito della vicenda: la Mary, mia inseparabile compagna di banco e di avventure, all’arrivo della prof. chiede di andare ai servizi. Permesso accordato). Naturalmente io, non solo non avevo letto i Discorsi, ma nemmeno avevo portato le fotocopie, da usare durante l’esercitazione. Le sottraggo quindi dalla cartella della Mary e inizio a lavorare dopo avere scritto sul foglio protocollo al centro e in bella grafia: “Compito di storia”.

Rientra la Mary e, vedendoci tutti in silenzio a lavorare, mi chiede cosa mai stia accadendo, ed io: “C’è un’esercitazione sui Discorsi alla nazione tedesca, si possono usare le fotocopie”. Alla Mary, però, che peraltro aveva inaspettatamente letto i Discorsi, sfugge che esercitazione = verifica e inizia a lavorare in modo sommario, scrivendo solo alcune parole-chiave direttamente sulle fotocopie e scambiando persino qualche parola con me, in modo del tutto naturale, con la Fac che ci guarda impassibile, perché tanto sa benissimo che mai raggiungeremo la sufficienza, nemmeno copiando. Io, che non sapevo nemmeno chi fosse Fichte, prendo le parole-chiave della Marianna e le adeguo alle richieste mettendole giù in buon italiano, mentre mi domando perché cazzo la Mary continui a parlarmi con la Fac che ci guarda con espressione preoccupantemente imperscrutabile…

Finisce l’ora e tutti iniziano a consegnare. La Mary, disorientata, scrive il nome sulle fotocopie e le consegna alla Fac.

Settimana seguente. La Fac entra in classe, si accomoda ed annuncia: “Vi leggo i risultati della verifica di filosofia…” e la Mary, sconvolta: “Avete fatto la verifica di filosofia? Quando? Io non c’ero!” ed io: “Ah, non lo so, io ho fatto solo quella di storia…”. La Fac intanto prosegue nel sadico elenco, arrivando alla Mary: “***: gravemente insufficiente” ed io: “Cazzo Mary, pure quando sei assente riesci a prendere 3!”. La Mary, che non pensava nemmeno di sentir pronunciare il suo nome, non osa comunque replicare e si eclissa. Ad un certo punto la Fac esclama: “***…” ed io, certa di non aver fatto nessuna cazzo di verifica, sbalordita sgrano gli occhi… “…appena sufficiente”. Minchia! Non so come ho fatto, ma esulto e mi convinco che non venendo a scuola ottengo risultati migliori che insistendo nel presentarmi a lezione.

Una volta restituiti i compiti si svela anche l’arcano: la nazione tedesca dei Discorsi non c’entra niente col programma di storia e il signor Fichte, evidentemente, era un filosofo!

Dopo quella inconsapevole prestazione, la Fac non mi ha mai più interrogata, facendomi solo domande sporadiche per tutto il resto dell’anno, ed io ottengo così – eroicamente ed incredula – il 6 in filosofia. Sono una dea!!

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2 commenti

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2 risposte a “La mia più grande impresa scolastica

  1. laura

    questo mi ricorda: http://www.zerocalcare.it/2012/07/23/iggiovanidoggi/ “io non ti sto preparanzo per un esame, cazzo! io ti sto dando gli stumenti per affrontare la vita”

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